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Strage di vongole veraci a Chioggia: "Non possiamo andare avanti"

In Veneto, a Chioggia, gli allevatori lanciano l’allarme: caldo, alghe e scarso ricambio dell’acqua stanno provocando una strage di vongole veraci

Pubblicato:

Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

allarme vongole Veneto

Una nuova situazione di allarme sta colpendo gli allevamenti della laguna di Chioggia. Qui le temperature elevate e la scarsa circolazione dell’acqua hanno creato condizioni particolarmente difficili per la sopravvivenza dei molluschi. Gli operatori descrivono uno scenario drammatico, che non riguarda soltanto il raccolto attuale, ma rischia di compromettere anche il futuro di aziende tramandate da generazioni.

Strage di vongole veraci a Chioggia: cosa è successo

La situazione più delicata è stata segnalata nel veneziano nella laguna sud di Chioggia e, in particolare, a Sacca Toro. In questa zona le acque poco profonde e il limitato ricambio idrico favoriscono il rapido aumento delle temperature, alterando il fragile equilibrio necessario alla crescita delle vongole veraci. Le criticità, in realtà, non sono comparse improvvisamente. Già nella primavera del 2026 gli allevatori avevano richiamato l’attenzione sulla proliferazione delle macroalghe e sulla necessità di ripristinare una migliore circolazione dell’acqua. Con il prolungarsi del caldo anche nell’ultima parte dell’estate, il quadro si è ulteriormente aggravato.

Per organismi come le vongole, che vivono in stretto contatto con il fondale e non possono spostarsi rapidamente verso aree più favorevoli, la riduzione dell’ossigeno può risultare letale. Come spiega ‘Il Gazzettino’, quando gli addetti liberano le concessioni dalle alghe, al posto di molluschi pronti a crescere trovano così numerosi gusci vuoti e vongole morte. Anche gli esemplari sopravvissuti mostrano difficoltà nello sviluppo, così i tempi di crescita più lunghi e le rese inferiori compromettono la redditività e aumentano i costi sostenuti dalle imprese.

A complicare ulteriormente la situazione contribuisce il granchio blu, specie invasiva ormai diffusa nell’Alto Adriatico. Il crostaceo si nutre anche di molluschi e rappresenta una pressione aggiuntiva. Il suo impatto sul Delta del Po ha provocato negli ultimi anni conseguenze economiche particolarmente pesanti. Le difficoltà non interessano soltanto le vongole veraci. Più a sud, nei pressi della Madonnina di Caroman, a Pellestrina, la famiglia Rosada ha denunciato una pesante moria all’interno del proprio allevamento di cozze.

Le parole degli allevatori sulla situazione

Le testimonianze raccolte da “Il Gazzettino” restituiscono la dimensione della crisi per gli allevamenti di cozze e vongole. Un allevatore di Sacca Toro ha spiegato: “Aspettiamo il freddo, che l’acqua si raffreddi e che vengano completati gli scavi dei canali. L’acqua deve tornare a scorrere.” Sono parole che individuano due urgenze. Da una parte è necessario un abbassamento delle temperature, dall’altra servono interventi capaci di migliorare stabilmente il ricambio idrico. Attendere il freddo può offrire un sollievo temporaneo, ma non rappresenta una soluzione sufficiente se i canali restano ostruiti e ogni nuova estate rischia di riproporre la stessa emergenza.

Ancora più netto è il racconto dei fratelli Gianni e Vittorio Rosada ripreso sempre da ‘Il Gazzettino’: “Dall’8 agosto non prendiamo più la barca per controllare il vivaio. È morto tutto, sia il prodotto maturo sia la semina. Non abbiamo perso soltanto il raccolto di quest’anno, ma anche quello del prossimo.” La perdita della semina rende il danno particolarmente grave, perché cancella non solo mesi di lavoro ma anche gli investimenti per la stagione successiva. Secondo Gianni Rosada, la causa principale sarebbe riconducibile a “temperature troppo alte per troppo tempo”.

La famiglia aveva acquistato quest’anno nuovi pali e reti più fitte. L’investimento, però, non è stato sufficiente a contrastare gli effetti del cambiamento. Quanto sta accadendo a Chioggia non costituisce un episodio isolato. Anche in Emilia-Romagna le associazioni della cooperazione hanno lanciato l’allarme per la moria delle cozze e le difficoltà nella crescita delle vongole. Sono state così richieste dalla Regione misure a sostegno delle imprese del settore.