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Perché circa 500 mila polpi saranno liberati in mare in Romagna

Grazie a un progetto sperimentale circa 500mila polpi verranno liberati in mare in Romagna perché il polpo comune è un predatore del granchio blu

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Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

polpi

Circa mezzo milione di piccoli polpi potrebbe essere liberato nel mare davanti a Riccione e Cesenatico nella seconda metà di agosto. Non si tratta di un ripopolamento tradizionale né di un’iniziativa pensata soltanto per aumentare la presenza del mollusco nell’Adriatico. Dietro il rilascio c’è il progetto sperimentale ‘Octo-Blu’, che mira a sfruttare i polpi, tra i predatori naturali più efficaci del granchio blu. L’obiettivo è capire se il polpo possa diventare un alleato concreto contro questa specie invasiva.

Polpi liberati in mare per combattere il granchio blu

Il progetto Octo-Blu è promosso dalla Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con l’Università di Bologna, e coinvolge il Centro universitario di produzioni ittiche di Cesenatico. Come spiega ‘La Repubblica’, a coordinare la parte scientifica è il professor Oliviero Mordenti, del Dipartimento di Scienze mediche veterinarie dell’ateneo bolognese, insieme ad Antonio Casalini e agli altri ricercatori del gruppo. L’idea nasce dal fatto che il polpo comune è un predatore naturale del granchio blu.

Gli esperimenti condotti in laboratorio hanno mostrato che anche un esemplare relativamente piccolo può attaccare un crostaceo di dimensioni considerevoli. La tecnica di caccia è particolarmente efficace. Il polpo rimane nascosto nella tana, osserva la preda e l’avvolge prima che possa reagire. È però importante chiarire che gli studiosi non presentano il progetto come una soluzione miracolosa. Come ha precisato il professor Mordenti a ‘La Repubblica’: “Non diciamo: mettiamo i polpi in acqua e il problema del granchio sparisce. Diciamo che il polpo può dare un contributo, dentro una strategia più ampia.”

Dopo un primo rilascio di alcune migliaia di individui, l’operazione più significativa dovrebbe avvenire nella seconda metà di agosto, con l’immissione complessiva di circa 500 mila polpi nelle zone di Riccione e Cesenatico.  Davanti a Riccione sono presenti barriere sommerse ormai colonizzate dagli organismi marini, che offrono anfratti e ripari adatti ai polpi. Più al largo di Cesenatico, in una zona sottratta alla pesca, sono state invece collocate tane artificiali sul fondale. Questi rifugi sono indispensabili perché il polpo tende a vivere tra rocce mentre gran parte dell’Alto Adriatico presenta fondali sabbiosi.

Cozze e vongole in difficoltà non solo per il granchio blu ma anche per il caldo

Negli ultimi anni allevatori e pescatori hanno dovuto affrontare l’invasione del granchio blu, che si nutre di vongole, cozze e altri organismi presenti sui fondali. Nell’estate 2026, però, al predatore alieno si è aggiunto un altro problema: il surriscaldamento delle acque. La situazione più grave interessa il Delta del Po, in particolare la Sacca di Goro, nel Ferrarese, e la Sacca di Scardovari, in provincia di Rovigo.

Le temperature estive molto alte producono diversi effetti. L’acqua calda trattiene meno ossigeno e mette sotto stress i molluschi che si ritrovano in un ambiente poco adatto. Il caldo favorisce inoltre la proliferazione delle alghe, che consumano altro ossigeno durante la decomposizione. Molti lavoratori del settore si ritrovano così a rimuovere “tappeti di alghe”. Per questo Coldiretti ha dichiarato che in Italia sono a rischio specialità come gli spaghetti alle vongole e il sauté di cozze.

A complicare la situazione contribuiscono paradossalmente anche alcune misure costruite per fermare il granchio blu. Reti e recinzioni proteggono gli allevamenti dall’ingresso dei crostacei, ma possono ridurre il ricambio idrico. Nelle giornate più calde l’acqua che resta così intrappolata, raggiunge temperature ancora maggiori e diventa progressivamente meno ossigenata.