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Allarme sicurezza al Colosseo, scatta la zona rossa: cosa cambia

Allarme sicurezza al Colosseo: la zona rossa rafforza i controlli nell’area e introduce nuove misure per proteggere visitatori e spazi pubblici

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Valentina Alfarano

Valentina Alfarano

Editor & Coach Letterario

Lavorare con le storie è la mia missione! Specializzata in storytelling di viaggi, lavoro come editor di narrativa e coach di scrittura creativa.

Colosseo zona rossa

Roma rafforza i controlli in una delle aree più frequentate della Capitale, dove dal 24 agosto è entrata in vigore una zona rossa al Colosseo, destinata a interessare per quattro mesi anche una parte dei Fori Imperiali e del Colle Oppio, con ampliamento di nuove possibilità di intervento per le forze dell’ordine.

Perché scatta la zona rossa al Colosseo

La decisione arriva dopo una serie di episodi che hanno richiamato l’attenzione delle autorità sulla sicurezza nell’area archeologica e nelle strade circostanti, spingendo la Prefettura di Roma a istituire una zona a controllo rafforzato in uno dei settori della città più esposti alla pressione turistica e attraversati ogni giorno da migliaia di visitatori e residenti.

Come si legge sul ‘Corriere della Sera’, tra gli eventi considerati nel provvedimento figurano risse e reati contro il patrimonio, oltre a comportamenti riconducibili a gruppi di giovani già segnalati alle autorità.

Un passaggio particolarmente rilevante risale al primo luglio, quando nella zona del monumento furono accesi artifici pirotecnici e, durante l’intervento delle forze dell’ordine, una cinquantina di persone avrebbe opposto resistenza; in quella circostanza furono registrati anche danneggiamenti ai beni utilizzati dagli agenti intervenuti sul posto.

Il perimetro individuato supera ampiamente Piazza del Colosseo e comprende via dei Fori Imperiali fino a Piazza Venezia, il Colle Oppio con la Domus Aurea, via degli Annibaldi, via della Polveriera, via Merulana e via Mecenate, oltre all’area dell’Arco di Costantino e al tratto che arriva fino a Piazza del Campidoglio e via delle Tre Pile.

Secondo quanto indicato nel provvedimento, l’apertura della linea C ha reso più agevoli gli spostamenti tra il centro e diverse zone periferiche della Capitale, aumentando ulteriormente i flussi che attraversano l’area archeologica.

La decisione è stata condivisa durante la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica del 6 agosto, alla quale ha preso parte anche il procuratore della Repubblica di Roma.

Nello stesso quadro è stata confermata per altri quattro mesi la zona a controllo rafforzato dell’Esquilino, che comprende l’area di Termini, Piazza Vittorio e Santa Maria Maggiore. La misura precedentemente applicata nella zona di Valle Aurelia è stata invece revocata.

Cosa cambia con i nuovi controlli

La novità principale riguarda gli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine, infatti la nuova zona a controllo rafforzato consente di disporre l’allontanamento di determinate persone quando, all’interno del perimetro interessato, assumono comportamenti ritenuti pericolosi o fortemente molesti e tali da ostacolare l’utilizzo degli spazi pubblici da parte degli altri cittadini.

Il provvedimento prende in considerazione persone denunciate negli ultimi cinque anni per specifiche categorie di reati, tra cui delitti dolosi contro la persona o il patrimonio, alcune violazioni in materia di stupefacenti e determinati reati connessi alle armi.

L’obiettivo indicato dalle autorità è rendere più rapido l’intervento nei confronti di situazioni che possono compromettere la fruizione degli spazi pubblici, in quanto l’area del Colosseo comprende alcuni dei luoghi più visitati di Roma e rappresenta uno snodo quotidiano anche per chi utilizza i trasporti pubblici o attraversa il centro per ragioni di lavoro.

La stretta sui controlli resterà in vigore per quattro mesi a partire dal 24 agosto 2026, periodo durante il quale le forze dell’ordine potranno applicare quanto previsto dall’ordinanza nei confronti dei soggetti che rientrano nei requisiti stabiliti e che assumano i comportamenti indicati dal provvedimento.