Capri invasa dalle capre: polemica sul regista Martone
Invasione di capre sull'isola di Capri: polemica per la presenza massiccia degli animali, con qualcuno punta il dito su un film girato nel 2018

Sull’isola di Capri ci sarebbero troppe capre rispetto al solito: soprattutto gli abitanti di Anacapri, uno dei due Comuni isolani, da qualche anno a questa parte si stanno lamentando di danni a zone verdi, giardini e orti causati da una presenza anomala degli animali.
La polemica per le capre sull’isola di Capri
A Capri ci sono sempre state le capre che in passato abitavano in modo particolare il monte Solaro, ma negli ultimi anni sarebbero diventate più numerose e non più autoctone. E c’è chi punta il dito contro il film ‘Capri-Revolution‘ girato sull’isola nel 2018 dal regista Mario Martone.
La protagonista della pellicola è Lucia, una giovane capraia: al tempo, per girare il film, vennero importate sull‘isola azzurra alcune capre di razza diversa da quelle autoctone che sarebbero rimaste poi nel territorio del Monte Solaro, sollevando dibattiti sulla protezione della flora locale.
Qualcuno sostiene che queste capre si siano moltiplicate nel tempo, brucando erba e arbusti in maniera massiccia. Come riportato da ‘Agi’, all’epoca dei fatti, l’Asl Veterinaria Napoli 1 Centro fece sapere che avrebbe provveduto a sterilizzare gli esemplari maschi così da evitare la proliferazione incontrollata: una misura che sarebbe stata insufficiente a giudicare dal numero di capre rimaste sull’isola.
Per risolvere il problema, il Comune di Anacapri qualche anno fa dispose la cattura degli animali e il trasferimento lontano dall’isola: l’obiettivo era quello di portarli in un’oasi, ma il progetto naufragò tra le proteste degli animalisti e una raccolta da oltre 5.000 firme.
La risposta del regista Mario Martone
Il regista Mario Martone, interpellato sull’argomento, ha dichiarato: “Nei sopralluoghi effettuati prima di girare il film le capre ad Anacapri già c’erano – si legge su ‘Repubblica’ – se la loro popolazione è cresciuta non è certo colpa di quelle portate dalla nostra produzione”.
E Luca Federico, aiuto regista e anacaprese doc, ha raccontato: “Giravamo in due location differenti con due greggi che dovevano sembrare lo stesso. Restavano in recinto e alla fine delle riprese sono tornate sulla terraferma. Ma la leggenda delle ‘capre di Martone’ si diffonde da anni e un po’ ci diverte”.
Appurato che probabilmente il legame tra l’incremento di esemplari di capre e il film di Martone sia una leggenda, la presenza degli esemplari sull’isola rappresenta comunque un problema, come evidenziato dal Procuratore Generale Aldo Policastro:
“Sono un numero impressionante per un ecosistema così fragile come quello di Monte Solaro – ha dichiarato all’edizione partenopea di ‘Repubblica’ – dovunque sono evidenti i segni del loro passaggio, vegetazione divorata, arbusti spogliati, giovani piante, ginestre, cisto, che non riescono più a crescere, muretti a secco trasformati in pietraie, alcune rocce lesionate o divelte, con pericolo di rotolamento a valle”.
E ancora: “Nessuno intende demonizzare questi animali, ma quando la loro presenza diventa così massiccia da compromettere l’equilibrio ambientale, si impone una soluzione, ignorare il problema non è mai una buona scelta. Monte Solaro non è soltanto il panorama più bello di Capri, è memoria, natura e appartenenza. Per questo occorre affrontare con serietà il problema della proliferazione delle capre, certamente non nuovo, prima che il loro impatto diventi irreversibile”.
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