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Bassetti contro il "pericoloso" polpo crudo, ma a Bari è rivolta

Caso social legato al consumo di polpo crudo: il dottor Bassetti ha evidenziato i pericoli di una pratica che a Bari e in Puglia tradizione secolare

Pubblicato:

Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Dott. Matteo Bassetti

Matteo Bassetti ha affrontato il tema legato ai pericoli di consumare il polpo crudo, pubblicando su Facebook un video di risposta a una clip che mostra un signore addentare un polpo appena uscito dal mare.

Matteo Bassetti contro il polpo crudo

“Ogni estate c’è sempre qualcuno che si fa del male da solo, come questo signore qui – ha scritto Bassetti – perché mangiarsi dei polipi crudi, bagnati nell’acqua di mare, tra l’altro siamo vicino alla riva dove chissà che cosa ci sarà, ha due rischi principali: uno è l’Anisakis, un parassita che può essere presente nel pesce crudo, e l’altro sono le intossicazioni batteriche da escherichia coli e da altri microrganismi che rischiano di rovinare davvero la salute.

Non è solo una questione di gastroenterite, se ti viene l’Anisakis rischi di morire. Quindi diciamo a quel signore e a chi fa quelle cose esibizionistiche, perché questo è esibizionismo alimentare, di evitare di farlo, ma soprattutto di evitare di postare queste cose che rischiano di fare male alla salute della gente”.

Il video pubblicato dal noto medico infettivologo che di recente era tornato a parlare della moda di intingere le friselle nell’acqua di mare, a corredo del video ha scritto il seguente post: “Ogni estate ha le sue mode demenziali. Quest’anno abbiano a che fare con i mangiatori di polpo crudo. Mangiare polpo crudo comporta seri rischi per la salute legati alla presenza di parassiti pericolosi come l’Anisakis e di batteri in grado di causare gravi infezioni gastrointestinali, a meno che non venga preventivamente sottoposto a un corretto trattamento di abbattimento termico”.

Bassetti ha poi ricordato: “Al ristorante il polpo crudo deve essere stato congelato a -20°C per almeno 24 ore, come previsto dalla legge. Se lo prepari a casa, devi tenerlo nel congelatore di casa a -18°C per almeno 96 ore (4 giorni) prima di servirlo”.

Le polemiche sui social

Il post del dottor Matteo Bassetti ha scatenato diverse reazioni sui social: in molti sono d’accordo con il medico infettivologo che usa i suoi canali per informare gli utenti riguardo i pericoli di alcune pratiche potenzialmente pericolose per la salute; altri, invece, si sono detti contrari.

Tra chi non ha apprezzato il post ci sono diversi utenti baresi e pugliesi: per loro mangiare il polpo crudo è una tradizione e quindi faticano ad accettare il consiglio del medico. Bisogna tenere presente, comunque, che il problema messo in luce da Bassetti non riguarda il polpo crudo in sé, ma il fatto che i parassiti eventualmente presenti al suo interno non vengano eliminati correttamente.

Alla polemica social si è aggiunto il post dello chef pugliese Daniele Caldarulo che con grande ironia ha scritto su Facebook: “Il professor Bassetti non sa che a Bari i nostri genitori ci mettevano polpi crudi e cozze nere nel biberon. E siamo cresciuti belli tosti”.

Il post, scritto per sdrammatizzare e affrontare la questione con grande ironia, ha raggiunto migliaia di like e centinaia di commenti, con tanti utenti che hanno riportato i propri ricordi di infanzia legati ai polpi “appena arricciati”.

Nel mare magnum dei social, un utente ha voluto rispondere a Bassetti, postando un video in cui lo si vede mangiare un polpo crudo, rivolgendosi proprio al medico. L’infettivologo ha risposto per le rime su ‘X’:

“Questo signore che sembra voler fare un dispetto a me, in realtà fa solo un dispetto a sé stesso; io ho detto che il polpo crudo non va mangiato, specialmente vivo, perché ci sono una serie di rischi, batteri, parassiti e altre infezioni, quindi faccio del bene suo. Peccato che quelli come lui dopo sono i primi a correre in ospedale per farsi curare da quelli come me, quindi se ascoltaste un po’ di più i medici e un po’ meno l’ignoranza delle tradizioni, fareste un po’ meglio”.