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Ruba 40 kg di sabbia in Sardegna, restituiti dopo 50 anni

Quaranta chili di sabbia di quarzo raccolti a Is Arutas negli anni Settanta sono tornati in Sardegna dopo 50 anni per esaudire un ultimo desiderio

Pubblicato:

Valentina Alfarano

Valentina Alfarano

Editor & Coach Letterario

Lavorare con le storie è la mia missione! Specializzata in storytelling di viaggi, lavoro come editor di narrativa e coach di scrittura creativa.

Sabbia restituita a Is Arutas dopo 50 anni

Quaranta chili di sabbia di quarzo prelevati dalla spiaggia di Is Arutas durante una vacanza negli anni Settanta sono tornati in Sardegna dopo mezzo secolo; a riportarli è stata Silvia Ferrari, che ha voluto esaudire l’ultimo desiderio della madre e restituire al litorale ciò che la famiglia aveva portato via molti anni prima.

Cosa è successo 50 anni fa sulla spiaggia in Sardegna

La storia era cominciata alla fine degli anni Settanta, durante una vacanza in roulotte lungo la costa dell’Oristanese. La famiglia di Silvia Ferrari era arrivata fino a Is Arutas, nel territorio di Cabras, e davanti a quella distesa chiara, formata da piccoli granelli di quarzo, era rimasta colpita dalla particolarità della spiaggia.

In quegli anni portare a casa un frammento del luogo visitato poteva sembrare un gesto innocuo, quasi un modo per trattenere il ricordo dell’estate; così la famiglia raccolse circa quaranta chili di sabbia e li caricò sulla roulotte, senza immaginare che una scelta simile, ripetuta da molti visitatori, avrebbe contribuito nel tempo a impoverire un ambiente tanto fragile.

Secondo quanto riportato da ‘Rai News’, quella sabbia arrivò fino a Milano e rimase per oltre quarant’anni lontana dal mare. Valeria, la madre di Silvia, la utilizzò per decorare il proprio giardino zen, dove i granelli di Is Arutas divennero parte della casa e conservarono, stagione dopo stagione, la memoria di quel viaggio in Sardegna.

Con il tempo, però, il significato di quel ricordo cambiò e la famiglia comprese che la sabbia apparteneva alla spiaggia dalla quale era stata portata via e che la sua rimozione rappresentava un danno per il patrimonio costiero.

Valeria cominciò allora a esprimere il desiderio di restituirla, fino a trasformare quella richiesta in una delle sue ultime volontà. Come si legge su ‘Rai News’, Silvia Ferrari ha raccontato: “Oggi mia mamma è qui con noi. Prima di venire a mancare mi aveva chiesto più volte di tornare in Sardegna per restituire ciò che lei aveva preso”.

Perché i 40 kg di sabbia sono stati restituiti

La restituzione è avvenuta alla presenza degli amministratori del Comune di Cabras e dei rappresentanti dell’Area marina protetta del Sinis, tra cui il direttore Massimo Marras.

Il ritorno della sabbia sulla spiaggia richiama l’attenzione sulla necessità di tutelare di un ambiente fragile e va riletto alla luce di una consapevolezza diversa. Ecco perché oggi il prelievo di sabbia e sassi come souvenir è vietato, perché ogni elemento contribuisce all’equilibrio del litorale e la sua rimozione, soprattutto quando viene ripetuta da molti visitatori, può impoverire il paesaggio nel tempo.

L’amministrazione comunale ha accolto il gesto come un’assunzione di responsabilità e l’assessore all’Ambiente Carlo Carta ha ringraziato Silvia Ferrari e ha sottolineato come la restituzione riconosca il valore collettivo del patrimonio naturale, che appartiene alla comunità e richiede attenzione da parte di chi lo attraversa.

Negli ultimi anni anche altre persone hanno riportato in Sardegna sabbia e materiali raccolti in passato, secondo il Comune di Cabras, episodi simili mostrano quanto sia cambiato il rapporto con le spiagge e quanto sia cresciuta la consapevolezza delle conseguenze legate a gesti a lungo considerati innocui.