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In Italia sono a rischio spaghetti alle vongole e sautè di cozze

A rischio in Italia piatti tipici della tradizione come gli spaghetti alle vongole e il sautè di cozze: colpa del surriscaldamento del Mediterraneo

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Spaghetti alle vongole

In Italia sono fortemente a rischio specialità come gli spaghetti alle vongole e il sauté di cozze: a lanciare l’allarme sono Coldiretti Pesca e Confcooperative Agroalimentare e Pesca che attribuiscono la colpa della carenza di molluschi al continuo aumento delle temperature del Mediterraneo.

Perché in Italia sono a rischio spaghetti alle vongole e sauté di cozze

Il surriscaldamento del mare, oltre a decimare cozze e vongole, mette a repentaglio anche il pesce azzurro e rischia di far sparire il mangime necessario per gli impianti di acquacoltura. Si tratta dell’ennesima emergenza per le imprese ittiche che stando ai calcoli della Confcooperativa ex Fedagripesca, valgono qualcosa come 200 milioni di euro di perdite ogni anno.

L’emergenza non riguarda solo i molluschi ma anche il pesce azzurro, patrimonio della gastronomia Made in Italy: con l’acqua del mare sempre più calda, si riduce l’ossigeno disponibile, facendo diminuire la produzione di plancton di cui si nutrono sardine e acciughe, compromettendo così la fase riproduttiva e di conseguenza la sopravvivenza delle larve di questi pesci.

Oltre al mare, anche gli altri corsi d’acqua sono nella stessa situazioni: nella laguna del Delta del Po, per esempio, la temperatura ha sfondato il muro dei 30 gradi, provocando una moria di cozze, vongole e altri organismi marini. Spostandosi in Veneto, dalla fine di giugno è stata sospesa la vendita delle cozze Dop, in quanto mostravano segni di sofferenza, nella Sacca di Scardovari in provincia di Rovigo, area che dal 2015 è Riserva di Biosfera Mab dell’UNESCO.

Problemi simili anche alla laguna di Goro: lo scarso ricambio idrico e la proliferazione di microalghe hanno portato alla perdita di quasi il 90% delle vongole allevate, decimate dai fenomeni di anossia, vale a dire la totale mancanza di ossigeno a livello cellulare. Per non parlare, poi, di tutte le problematiche legate alla presenza di specie aliene in Italia, su tutte il granchio blu.

Lungo la costa Adriatica, e in modo particolare nella zona marchigiana, si teme anche per il rischio di formazione della mucillagine, fenomeno che ha colpito diverse aree del nostro Paese nelle 2025 ed è favorito dall’innalzamento delle temperature marine.

Le soluzioni per arginare il problema nel Mediterraneo

Quali possono essere le soluzioni per arginare il problema del Mediterraneo? Secondo gli operatori del settore, la sfida nel medio-lungo periodo dovrebbe essere quella di rafforzare il monitoraggio delle acque in tempo reale, investire sulla ricerca, trovare nuove strategie di adattamento delle produzioni e migliorare la gestione idraulica delle sacche.

Ai consumatori che comprano vongole e cozze, è stato inoltre consigliato di non mangiarle mai crude per nessun motivo al mondo, nemmeno se si aggiunge il succo di limone o l’aceto, perché queste accortezze non sono sufficienti a uccidere i batteri e neanche a proteggere da eventuali infezioni.

Altre raccomandazioni vertono sul ricordarsi sempre di scartare i molluschi che hanno le valve aperte prima della cottura, quest’ultima di un tempo non inferiore ai cinque minuti; al tempo stesso vanno scartati anche i molluschi che restano chiusi ermeticamente dopo essere stati bolliti. Risulta molto importante acquistare esclusivamente le confezioni con le etichette tracciate e il bollo sanitario con il centro di depurazione.