Villa Geno aggiudicata per 600 mila euro: a chi è stata assegnata
Villa Geno, storica dimora affacciata sulle rive del Lago di Como, è stata finalmente assegnata dopo il bando comunale: ecco chi se l’è aggiudicata

Villa Geno avrà presto un nuovo futuro. Lo storico edificio affacciato sul Lago di Como è stato al centro di un bando comunale di grande interesse, anche per il valore paesaggistico e simbolico dell’immobile. Dopo il rinvio dell’apertura delle buste, la gara è arrivata a una svolta e la villa è stata aggiudicata. Una cifra importante, superiore alla base d’asta, che ora apre una nuova fase per uno dei luoghi più riconoscibili del lungolago comasco.
Chi si è aggiudicato Villa Geno: bando, vincoli e cifra dell’offerta
Villa Geno si trova in una delle posizioni più scenografiche sul lago di Como, in particolare sulla punta che guarda il primo bacino del lago. È un luogo molto conosciuto non solo per l’edificio storico, ma anche per la fontana monumentale che si alza davanti alla villa e che da decenni fa parte dell’immagine turistica della città. Il Comune aveva avviato la procedura per l’assegnazione dell’area di Villa Geno con termine per la presentazione delle offerte fissato alle ore 12 del 6 luglio 2026.
Come riporta ‘ComoZero’, la gara era articolata in due lotti. La distinzione non era solo tecnica, dato che permetteva ai partecipanti di concorrere per un singolo lotto oppure per entrambi, separando la destinazione della villa da quella dell’area esterna. Il canone annuale richiesto dal Comune di Como è di 345.950 euro per la villa e 30.118 euro per l’area verde, con la concessione della durata di sei anni. A rendere il bando particolarmente delicato sono anche i vincoli che gravano sull’immobile. Villa Geno è un bene di pregio, inserito in un contesto paesaggistico sensibile e sottoposto a tutele monumentali e ambientali.
Questo significa che non potrà essere trasformata liberamente né destinata a qualsiasi uso. Dopo il rinvio del 9 luglio, le buste sono state riaperte e l’aggiudicazione ha premiato la VD BuonoBuono Como Srl. Secondo quanto riportato da ‘ComoZero’, sono arrivate tre offerte e a prevalere è stata proprio la società che già gestisce il ristorante di Villa Olmo, con una proposta da 600 mila euro. Una cifra ben superiore a quanto richiesto dal Comune.
La società vincitrice fa capo a Vincenzo Dascanio, nome noto nel mondo del flower e event design, già presente sul Lago di Como con attività tra Como e Cernobbio. L’aggiudicazione, però, non equivale ancora alla consegna immediata delle chiavi. Prima dell’assegnazione definitiva serviranno le verifiche documentali sulle autocertificazioni, i controlli sulla regolarità della società e dei responsabili legali, quindi la formalizzazione dell’esito e la firma del contratto.
Storia e caratteristiche di Villa Geno
Villa Geno non è soltanto un edificio affacciato sul lago di Como, è un luogo che porta con sé una storia lunga e importante. Prima della villa di rappresentanza, infatti, la punta ospitò un complesso legato agli Umiliati e poi strutture con funzioni sanitarie. In particolare, l’area passò attraverso diverse proprietà e destinazioni, fino a essere collegata a un lazzaretto dedicato a San Clemente.
La trasformazione in dimora di pregio iniziò alla fine del Settecento, quando l’area venne acquisita da Cristina Emilia Ghilini Pettenari, moglie del marchese Antonino Menafoglio. L’idea era quella di riconvertire il complesso in una villa di piacere, seguendo il gusto dell’epoca. In seguito, all’inizio dell’Ottocento, la proprietà passò a Carlo Cristoforo Cornaggia Medici, famiglia che ebbe un ruolo decisivo nella definizione dell’aspetto moderno della villa.
Nel corso dell’Ottocento l’edificio venne profondamente rinnovato, assumendo forme più vicine a quelle attuali. Gli interni furono arricchiti da decorazioni affidate a pittori come Eleuterio Pagliano e Giuseppe Bertini, mentre la famiglia Cornaggia Medici contribuì anche alla sistemazione del parco e alla realizzazione del viale di collegamento con il centro cittadino. Il comune di Como la acquisì nel 1911 e, nel tempo, l’edificio venne destinato anche a funzioni legate alla ristorazione.
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