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Batterio mangiacarne trovato nello Stretto di Messina: lo studio

Il batterio mangiacarne che ha colpito in Florida era stato osservato nello Stretto di Messina: ecco di cosa si tratta e come evitare il contagio

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Il batterio mangiacarne

Nelle ultime settimane è tornato di attualità il Vibrio vulnificus: noto comunemente come batterio mangiacarne, ha causato diverse infezioni negli Stati Uniti e soprattutto in Florida e per questo motivo è sotto osservazione anche nello Stretto di Messina, dove uno studio ne aveva rilevato la presenza nel plancton e nelle acque ventuno anni fa.

Il batterio mangiacarne è stato trovato nello Stretto di Messina

Il batterio sta proliferando negli USA, in particolare nelle acque calde, alzando il rischio di gravi infezioni come la fascite necrotizzante, per ingestione di frutti di mare crudi o a contatto diretto con le ferite.

Il Dipartimento della Salute in America ha segnalato un decesso nella contea di Palm Beach sui dodici casi di infezione registrati alla data del 30 luglio 2026; l’anno precedente i casi erano stati poco più di trenta con cinque decessi, stando a quanto riportato da parte del Florida Department of Health.

Uno studio pubblicato nel 2005 e condotto dall’Università di Messina, aveva indicato la presenza del batterio mangiacarne anche nelle acque dello Stretto di Messina, area che adesso è oggetto di osservazione dopo le recenti notizie dei casi in Florida.

Sono due i casi in cui il Vibrio vulnificus può entrare nel corpo: il primo è attraverso il cibo, in particolare consumando i frutti di mare; esiste poi una contaminazione più diretta che riguarda le ferite esposte all’acqua salmastra, cosa che può succedere quando si hanno piccoli tagli esposti ma in alcune occasioni anche con tatuaggi appena fatti.

Il batterio si diffonde nelle acque più calde ma anche dopo le tempeste: questo spiega la diffusone in Florida a partire dal 2024, anno in cui è stata attraversata dall’uragano Helene che ha causato inondazioni e creato ristagni d’acqua su una buona parte del territorio.

L’avviso dell’infettivologo Bassetti

Del batterio mangiacarne, nei giorni in cui è stata diffusa la notizia della morte causata in Florida, ha parlato anche il dottor Matteo Bassetti, noto medico infettivologo:

“Un batterio che si può prendere quanto si nuota, che mangia la carne e agisce rapidamente, ha ucciso una persona in Florida – ha scritto Bassetti su Facebook – un uomo di Palm Beach è morto dopo aver contratto il Vibrio vulnificus, che vive in acque costiere calde e salmose, può entrare nel corpo attraverso piccoli tagli o consumo di frutti di mare crudi, progredendo rapidamente in un’infezione mortale. A fine luglio, la Florida ha segnalato 12 casi di questa malattia, dopo l’anno precedente in cui ne aveva documentato 33 e cinque morti.
Sebbene le infezioni da Vibrio vulnificus siano rare, sono molto pericolose con una letalità del 20%”.

L’infettivologo che di recente era tornato a parlare dei pericoli di intingere la frisella nell’acqua del mare per poi mangiarla, parlando del batterio mangiacarne, ha inoltre spiegato: “Il batterio può causare una fascite necrotizzante,  una infezione grave che distrugge rapidamente la pelle e i tessuti circostanti, diffondendosi direttamente nel sangue. In quelle aree, come la Florida, occorre evitare le acque costiere calde se si hanno ferite aperte o tatuaggi appena fatti e assicurarsi che tutti i frutti di mare siano cotti a fondo”.