Pizzeria "vietata" agli influencer a Catania: il caso
A Catania una pizzeria ha esposto il cartello "Influencer non graditi" dopo che un creator avrebbe cenato nel locale senza pagare il conto da 60 euro

Un cartello comparso all’ingresso di una pizzeria di Catania con scritto “Qui gli influencer non possono entrare” ha acceso il dibattito sul rapporto tra ristoratori e creator. Dietro alla provocazione non ci sarebbe una generica avversione verso i social, ma un episodio avvenuto durante una serata nel locale. A raccontarlo è Lele Scandurra, titolare della pizzeria L’Evoluzione, che sostiene che un content creator con centinaia di migliaia di follower avrebbe cenato nel suo locale senza poi saldare il conto. Una vicenda che ha spinto il pizzaiolo a prendere una posizione molto netta.
Pizzeria “vietata” agli influencer a Catania: cos’è successo
Il caso arriva da L’Evoluzione, pizzeria contemporanea situata in via Quintino Sella 14, nel centro di Catania. Il locale è nato da un progetto del pizzaiolo Lele Scandurra e negli anni ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui i Due Spicchi del Gambero Rosso. Proprio qui si è verificato l’episodio raccontato da ‘La Repubblica’. Secondo la ricostruzione di Scandurra, un content creator che conterebbe più di 400 mila follower su Instagram avrebbe prenotato un tavolo per due per un sabato sera.
Il punto centrale della vicenda è che, stando alla versione del titolare, prima della cena non era stata concordata alcuna collaborazione. Non ci sarebbe stato quindi uno scambio tra contenuti pubblicati sui social e consumazione offerta dalla pizzeria, né un accordo commerciale di altro tipo. Il creator sarebbe entrato nel locale come qualsiasi altro cliente e avrebbe mangiato la pizza in compagnia di un’altra persona, per poi lasciare il locale. Soltanto successivamente lo staff si sarebbe accorto che il conto, pari a circa 60 euro, non era stato saldato.
Scandurra sarebbe uscito anche dalla pizzeria per cercare i due clienti, inizialmente pensando a una semplice dimenticanza, senza però riuscire a trovarli. Nei giorni successivi, secondo il racconto del pizzaiolo, non sarebbe arrivato neppure un messaggio per spiegare quanto accaduto. L’episodio ha così portato alla comparsa del cartello con il quale L’Evoluzione comunica che gli influencer non sarebbero graditi nel locale.
Cosa ha detto Lele Scandurra sul caso dell’influencer
A spiegare la decisione di rendere pubblica la vicenda è stato lo stesso Lele Scandurra. “Questa storia non volevo neanche renderla pubblica” ha raccontato a ‘La Repubblica’, aggiungendo però di ritenere arrivato il momento di assumere “una posizione chiara e netta”. Secondo il pizzaiolo, non essendoci stato alcun accordo precedente, non avrebbe avuto motivo di considerare la cena come una collaborazione. “Per me era venuto a mangiare normalmente da cliente e poi sarebbe andato via pagando come tutti”, ha spiegato.
Dopo essersi accorto dell’accaduto, Scandurra avrebbe inizialmente pensato a una dimenticanza. Ma, purtroppo, così non è stato. È in questo contesto che va letto anche il cartello apparso a L’Evoluzione con la scritta: “Qui gli influencer non possono entrare. Si accettano le persone, non i personaggi.” Una frase che sintetizza la sua volontà di trattare chi entra nel locale innanzitutto come cliente, indipendentemente dal numero di follower su Instagram. Il titolare sostiene inoltre di non essere più interessato a recuperare i 60 euro del conto, vorrebbe invece ricevere una spiegazione e delle scuse.
Il caso di Catania, peraltro, non è completamente isolato. Negli anni altri ristoratori italiani hanno raccontato pubblicamente incomprensioni o richieste di pasti gratuiti in cambio di contenuti e visibilità. Uno dei casi più famosi è stato senza dubbio quello denunciato sempre sui social dallo chef stellato Daniele Usai, patron del ristorante Il Tino. Una blogger avrebbe, infatti, contattato lo chef per avere una collaborazione: un pasto stellato in cambio di visibilità su Instagram. In quel caso lo chef non solo aveva rifiutato ma aveva anche denunciato online la cosa, sollevando molte polemiche.
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