Allarme benzina annacquata a Roma: cosa sta succedendo
A Roma stanno aumentando i casi di benzina annacquata: ecco cosa sta succedendo nella Capitale e in che modo possono difendersi gli automobilisti

Negli ultimi mesi sono cresciute le segnalazioni relative alla presenza di acqua nei carburanti, proprio in un periodo contrassegnato dal continuo aumento dei prezzi della benzina; a Roma diversi meccanici hanno riscontrato una crescita del 25/30% di auto e moto danneggiate da rifornimenti “annacquati”.
Benzina annacquata: scatta l’allarme a Roma
Alcuni meccanici di Roma sono stati contattati nell’ambito di un’inchiesta condotta da ‘Adnkronos’ per fare luce sul fenomeno dell’acqua presente nei serbatoi dei mezzi della Capitale. Il titolare di una storica officina del Quadraro ha dichiarato: “In cinquant’anni di carriera non era mai capitato di trovare auto con la benzina allungata con l’acqua, se non negli ultimi mesi. C’è chi dice che allunghino le cisterne con l’acqua”.
Spostandosi a Monteverde, le cose non cambiano: “Un serbatoio aveva serbatoi sotterranei del suo impianto con dell’acqua – ha raccontato un moto meccanico – non so se è stato voluto, ma ha fatto una strage di motori. In quest’ultimo periodo c’è stato un aumento dei casi in cui abbiamo trovato benzina con acqua o modificata. In un solo giorno ho avuto anche due clienti. In caso di benzina di scarsa qualità, i motorini, le moto e gli scooter di ultima generazione si fermano poco dopo aver fatto rifornimento, te ne accorgi subito”.
Le sensazioni sono le stesse anche in un’altra zona di Roma, Corso Trieste, dove un meccanico ha spiegato: “La maggior parte delle volte troviamo benzina con acqua, che contiene tutti i residui, come morchia, polveri sottili o sabbie che vanno a finire nelle cisterne dei distributori e, quando le cisterne iniziano a essere vuote, vengono risucchiate e pompate nei serbatoi”.
Come chiedere i risarcimenti per i danni
Mauro Antonelli, responsabile dell’ufficio studi dell’Unione Nazionale Consumatori, ha spiegato ad ‘Adnkronos’ quali sono i possibili passi da compiere di fronte a questi casi sempre più frequenti, a cominciare da una richiesta che va inviata con una raccomandata o tramite Pec al gestore della stazione e, per conoscenza, anche alla compagnia petrolifera di riferimento.
Lo stesso Antonelli ha sottolineato l’importanza di conservare tutta la documentazione possibile per poter risalire al punto in cui è stato fatto rifornimento; la contestazione, inoltre, andrebbe fatta immediatamente e sarebbe utile anche recuperare un po’ del carburante sporco come prova.
Nel frattempo dal Codacons lamentano la mancanza di controlli che possano evitare spiacevoli episodi ai distributori di benzina: “La vendita di carburanti annacquati è un grave illecito che configura diversi reati – ha dichiarato Gianluca Di Ascenzo, presidente del Codacons – si va dalla frode in commercio alla truffa, fino alla violazione delle norme fiscali. Gli automobilisti oltre ad acquistare un prodotto alterato e non a norma rischiano anche di subire danni al motore delle proprie autovetture.
Difficilmente il proprietario di un veicolo può accorgersi che il distributore presso il quale sta facendo rifornimento utilizza carburanti impropri, e per verificare la presenza di acqua nella benzina o nel gasolio serve l’intervento di un tecnico specializzato. Per tale motivo in questo periodo in cui aumentano gli spostamenti estivi degli italiani invitiamo la Guardia di finanza e il Mimit a realizzare controlli massicci lungo la rete per stanare quei distributori fuorilegge”.
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