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Di chi è lo yacht a picco in Costa Smeralda: proprietario svelato

Chi è il proprietario dello yacht affondato nelle acque della Costa Smeralda il 12 agosto 2026: a bordo c'erano 14 persone in salvo e senza ferite

Pubblicato:

Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Yacht a picco Costa Smeralda

Uno yacht è affondato nelle acque della Costa Smeralda, in Sardegna, nella giornata di mercoledì 12 agosto 2026, senza conseguenze per i suoi 14 occupanti, tutti in salvo e nessuno rimasto ferito.

Yacht a picco in Costa Smeralda: chi è il proprietario

Come riportato da ‘Ansa’, è stato reso noto il nome del proprietario dello yacht a picco in Costa Smeralda: si tratta di Antonio Bettanin, imprenditore di Noventa Vicentina.

Lo stesso Bettanin ha rilasciato una breve dichiarazione a ‘Il Mattino di Padova’, raccontando la disavventura avvenuta mentre l’imbarcazione si trovava in navigazione tra l’isola dei Cappuccini e Capo Ferro: “Eravamo davanti al porto e stiamo tutti bene, questa è l’unica cosa importante. Siamo in attesa di capire cosa sia successo”.

La Procura di Tempio Pausania ha dato il via alle indagini, finalizzate a individuare le cause dell’affondamento. Secondo le prime ricostruzioni, ci sarebbe stata un’avaria al motore dello yacht e anche un principio di incendio, costringendo i 14 occupanti del panfilo ad abbandonarlo; come già spiegato, nessuno è rimato ferito.

Tutti le persone che si trovavano a bordo sono state tratte in salvo grazie al provvidenziale intervento di altre imbarcazioni che in quel momento navigavano nello stesso tratto di mare, molto frequentato durante questo periodo dell’anno, e ai successivi soccorsi coordinati da parte della centrale operativa della Capitaneria di porto di La Maddalena.

Inizialmente era stata diffusa l’informazione che lo yacht affondato in Sardegna fosse stato varato da poco: in realtà in cantiere nautico costruttore ha riferito che si tratta di una imbarcazione usata di sei anni, consegnata al nuovo armatore di recente; prima della consegna, erano stati effettuati interventi di manutenzione e refit in un altro cantiere.

Cosa è successo allo yacht a picco in Sardegna

Quello andato a picco nel mare della Sardegna è uno yacht chiamato Angiola II: stando a quanto riferito dal ‘Corriere della Sera’, si tratta di un Amer F100 battente bandiera maltese con un valore stimato di oltre otto milioni di euro.

Sull’Angiola II si sarebbe verificata un‘avaria al motore con conseguente principio di incendio: in seguito il panfilo avrebbe imbarcato acqua fino ad affondare, anche se sono in corso ancora tutti gli accertamenti del caso per stabilire con precisione tutto quello che è accaduto.

In totale c’erano 14 persone a bordo dello yacht affondato nella giornata di mercoledì 12 agosto 2026, tra il proprietario, gli ospiti e il personale dell’equipaggio; fortunatamente tutti sono riusciti a mettersi in salvo senza riportare alcuna ferita.

Gli occupanti sono stati accolti da altre imbarcazioni che stavano navigando nelle vicinanze, mentre il proprietario è rimasto sul posto in attesa dell’arrivo dei soccorsi. A gestire l’emergenza è stata la Capitaneria di porto di La Maddalena che ha anche coordinato tutte le operazioni di messa in sicurezza.

Non risultano fuoriuscite di carburante dallo yacht, rimasto sotto monitoraggio in attesa dall’intervento da parte della ditta specializzata che è stata incaricata del recupero. A una settimana di distanza dall’affondamento, il panfilo è ancora sul fondale, adagiato su un fianco a circa sette metri di profondità nelle acque tra l’isola dei Cappuccini e Capo Ferro, in Costa Smeralda.