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"Benzina del sindaco" low cost a Valle Castellana: quanto costa

"Benzina del sindaco" a Valle Castellana: quanto costa fare rifornimento del distributore di carburante rilevato dal Comune in provincia di Teramo

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Benzinaio

In un momento storico che vede il costo dei carburanti salire alle stelle, in Abruzzo c’è un distributore che riesce a mantenere bassi i prezzi con quella che è stata già ribattezzata come la ‘benzina del sindaco‘.

Cos’è la ‘benzina del sindaco’ e perché costa meno

Il Comune di Valle Castellana, borgo abruzzese in provincia di Teramo, ha deciso di rilevare l’unica stazione di servizio presente sul territorio comunale, prendendola in gestione ma senza acquistarla.

La decisione ha dato vita a una mossa che nessuna multinazionale del petrolio avrebbe mai immaginato, permettendo anche di abbassare i prezzi della benzina. Gli uffici comunali acquistano il carburante dai grossisti, coprono solamente i costi operativi della struttura, come la manutenzione, i controlli tecnici e l’energia, e poi rivendono benzina e gasolio esattamente al prezzo di costo.

Così facendo dal prezzo esposto sono stati eliminati i margini da girare a un gestore privato e il risultato è sotto gli occhi di tutti: nel distributore di Valle Castellana la benzina costa 1,75 euro al litro e il diesel 1,89 euro, altro che i 3 euro al litro raggiunti sulle autostrade.

In un periodo caratterizzato dal caro benzina, l’isola felice del borgo abruzzese rappresenta un grande aiuto, basti pensare che su un pieno da 50 litri si risparmiano 10 euro. Come riportato dal ‘Corriere della Sera’, la mossa del Comune di Valle Castellana non è nata con l’obiettivo di sfidare le industrie petrolifere, ma solo per salvare l’unico distributore del paese.

Nel 2022, infatti, l’unico benzinaio di zona aveva annunciato la volontà di chiudere: una cattiva notizia per gli abitanti delle frazioni limitrofe che avrebbero dovuto percorrere almeno venti chilometri per raggiungere il distributore più vicino e fare rifornimento.

L’eventuale chiusura della stazione di servizio avrebbe messo in difficoltà i cittadini e anche le attività del borgo. L’Amministrazione comunale, allora, ha deciso di farsi carico del distributore, trasformandolo in una sorta di ‘pompa bianca di Stato’.

Quali sono i Comuni con distributori propri

Quello di Valle Castellana, pur essendo uno dei più famosi, non è l’unico caso di Comuni che hanno deciso di rilevare e gestire direttamente una stazione di servizio per non lasciare isolata la comunità.

Per la legge un soggetto pubblico non può entrare in un mercato dove operano imprese private, perché sarebbe una distorsione della libera concorrenza; entra in ballo la deroga che scatta solo alla presenza di determinate condizioni.

Il distributore deve essere l’unico sul territorio comunale e nessun privato deve volerlo gestire, così che venga meno il rischio di danneggiare i concorrenti e l’intervento pubblico sia giustificato come tutela di un servizio essenziale.

In Italia, come riferito da ‘SkyTg24’, ci sono diversi distributori comunali: uno si trova a Force, in provincia di Ascoli Piceno, dove la gestione è affidata direttamente ai dipendenti del Comune che applicano un ricarico contenuto sul prezzo di acquisto.

Restando nell’ascolano, Montedinove è stato tra i primi in Italia ad acquisire un distributore di benzina, con una formula oggi leggermente diversa: la gestione è affidata a una società partecipata dal Comune. Sempre nelle Marche, dal 2023 è attivo l’impianto comunale di Penna San Giovanni (provincia di Macerata) con annesso autolavaggio. Altri esempi sono quelli di Petrella Tifernina in provincia di Campobasso e Costa Valle Imagna in provincia di Bergamo.