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Caro carburante, superati i 3 euro al litro in Italia: il record

Caro carburante in Italia, prezzi alle stelle: in un distributore presente in autostrada è stata superata la soglia psicologica dei 3 euro al litro

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Distributore benzina

Prosegue il caro carburante in Italia: in alcuni distributori presenti sulla rete autostradale nazionale è già stata superata la soglia psicologica dei 3 euro al litro, alimentando la preoccupazione degli automobilisti e delle associazioni dei consumatori.

Caro carburante, in Italia superati i 3 euro al litro

La situazione legata all’aumento dei prezzi di benzina e diesel è stata analizzata dal Codacons che ha preso in esame i prezzi comunicati dai gestori al Ministero delle Imprese e del Made in Italy nelle giornate del 24 e 25 agosto 2026.

In base alla ricerca, il prezzo più alto è stato registrato da un distributore sull’autostrada A22 Brennero-Modena, dove il Supreme Diesel ha raggiunto quota 3,158 euro al litro.

Anche in altri tratti autostradali si sono toccati livelli elevati: è il caso della A21 Torino-Piacenza, dove il diesel servito è arrivato a 2,729 euro al litro. E prezzi particolarmente alti si sono registrati anche sulle isole minori: a Pantelleria un litro di gasolio è arrivato a 2,799 euro al litro.

Sulla A4 Venezia-Trieste un litro di diesel ha raggiunto 2,699 euro al litro, stesso prezzo esposto da un distributore sulla A28 Portogruaro-Conegliano; gasolio a 2,659 euro al litro sulla A22 Brennero-Modena, mentre il servito sulla A15 Parma-La Spezia è arrivato a quota 2,629 euro al litro.

L’associazione che tutela i diritti dei consumatori ha precisato che quelli registrati sulle autostrade italiane sono casi limite e non valori rappresentativi della media nazionale, ma al tempo stesso sono indicativi della tendenza al rialzo dei listini, sempre più vicini ai 3 euro al litro.

L’allarme del Codacons sul prezzo dei carburanti

Di fronte ai continui rincari dei carburanti, il Codacons ha lanciato l’allarme: “Nessuno sostiene che domani tutti gli italiani pagheranno 3 euro per un litro di carburante, ma il fatto stesso che questa soglia sia già stata superata in alcuni impianti deve far scattare un campanello d’allarme – si legge in un comunicato riportato da ‘La Stampa’ – fino a poco tempo fa prezzi simili sarebbero apparsi fuori da ogni logica; oggi sono una realtà in alcuni distributori. Il rischio è che, se la corsa dei listini proseguirà, quota 3 euro smetta di essere un’eccezione estrema e diventi un riferimento sempre meno lontano per gli automobilisti”.

La stessa associazione ha poi chiesto al Governo di rivedere il piano di aiuti previsti solo per alcune fasce di reddito più basse e di coinvolgere tutti gli automobilisti: “Qualsiasi nuova misura del Governo contro il caro carburanti deve riguardare tutti gli automobilisti – si legge su ‘Ansa’ – limitare gli aiuti alle sole famiglie con redditi o Isee più bassi non abbasserebbe i prezzi alla pompa e lascerebbe milioni di automobilisti completamente esposti ai rincari.

Il caro carburanti non è un problema di assistenza sociale e non può essere affrontato attraverso social card o bonus selettivi, sostiene il Codacons. Benzina e gasolio hanno lo stesso prezzo per tutti e gli aumenti colpiscono indistintamente lavoratori, famiglie, pendolari e imprese. Se il governo vuole realmente contrastare l’emergenza deve quindi intervenire sui prezzi con misure universali, capaci di produrre effetti per la generalità degli automobilisti, superando la logica delle proroghe di pochi giorni e degli interventi una tantum”.

E ancora: “Social card e sconti legati all’Isee non fanno scendere benzina e gasolio e lasciano fuori milioni di famiglie del ceto medio, che finirebbero per pagare integralmente il conto dei rincari. Servono misure universali: quando i prezzi esplodono, lo Stato deve intervenire per tutti gli automobilisti, finanziando gli interventi anche attraverso chi da quelle stesse fiammate dei prezzi ricava maggiori profitti”.