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Il caso dei furbetti dell'ombrellone in Italia arriva sulla Bild

Il tabloid tedesco Bild ha raccontato un problema sempre più diffuso nelle spiagge libere italiane che è quello dei "furbetti dell'ombrellone"

Pubblicato:

Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

Spiaggia libera e i I “furbetti dell'ombrellone”

A quanto pare c’è una prassi sempre più diffusa nelle spiagge italiane. Si tratta di lasciare ombrelloni, lettini e sedie sulla spiaggia libera durante la notte per assicurarsi il posto migliore il mattino successivo. È il comportamento dei cosiddetti “furbetti dell’ombrellone“, un fenomeno che torna puntualmente a far discutere durante l’estate e che questa volta ha attirato l’attenzione anche all’estero. A occuparsene è stato, infatti, anche il tabloid tedesco Bild che ha raccontato ai suoi lettori questa particolare abitudine osservata sulle coste italiane.

I “furbetti dell’ombrellone” italiani finiscono sulla Bild

Il racconto dei “furbetti dell’ombrellone” è stato ripreso dall’AGI, che ha riportato quanto scritto dalla testata Bild a proposito dei vacanzieri che cercano di assicurarsi in anticipo una posizione privilegiata sulle spiagge italiane. Il sistema è semplice: invece di arrivare presto al mattino portando con sé tutta l’attrezzatura, alcune persone sistemano ombrelloni, lettini, sedie e altri oggetti sull’arenile già la sera precedente, lasciandoli incustoditi durante la notte. In questo modo, al ritorno in spiaggia il giorno successivo, trovano almeno in teoria il proprio spazio già “prenotato”.

Il problema è che una spiaggia libera è uno spazio pubblico e non può essere occupata stabilmente per impedire agli altri bagnanti di utilizzarla. Nel racconto del tabloid tedesco trova spazio anche una possibile spiegazione economica del fenomeno. Il giornale mette infatti in relazione la corsa ai posti sulle spiagge libere con i costi che si devono sostenere negli stabilimenti balneari. Una parte dei turisti preferisce quindi portare da casa tutta l’attrezzatura necessaria e utilizzare gli arenili a libero accesso.

Il punto, però, non è la scelta della spiaggia libera, quanto il tentativo di trasformarne una porzione in uno spazio riservato anche quando chi ha sistemato l’attrezzatura non è presente. Il fenomeno raccontato dalla stampa tedesca non rappresenta però una novità dell’estate italiana.

Le autorità contro chi occupa le spiagge durante la notte

Come raccontato dall’AGI, il fenomeno dei “furbetti dell’ombrellone” non viene più affrontato soltanto attraverso inviti al buon senso. In diverse località italiane le autorità effettuano controlli e operazioni mirate per liberare gli arenili occupati abusivamente e permetterne nuovamente l’utilizzo da parte di tutti. Tra gli episodi citati nel racconto ripreso dalla Bild c’è quello di Marina di Peschici, in Puglia, dove sarebbero state trovate numerose attrezzature lasciate sull’arenile, tra ombrelloni, lettini, picchetti e perfino una tenda.

Numeri che mostrano come, in alcune località, non si tratti semplicemente di qualche telo dimenticato sulla sabbia, ma di una vera occupazione preventiva. Il principio alla base degli interventi è proprio la libera fruizione del demanio marittimo. Lasciare sistematicamente attrezzature su un arenile pubblico quando non vengono utilizzate può infatti impedire agli altri di usufruire di uno spazio che dovrebbe essere accessibile alla collettività.

Un principio ribadito anche dalla giurisprudenza. Tanto che chi viene scoperto a “occupare” impropriamente la spiaggia può ricevere una multa fino a 200 euro. Il tema va quindi oltre la curiosità estiva finita sulle pagine di un giornale straniero. Dietro ai “furbetti dell’ombrellone” c’è una questione molto concreta che riguarda il confine tra il normale utilizzo di una spiaggia libera e l’appropriazione di uno spazio pubblico a discapito degli altri.