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Spiagge libere, stretta su ombrelloni e sdraio salva-posto

Spiagge libere, stretta contro ombrelloni e sdraio utilizzati come salva-posto per la mattina successiva: controlli scattati in tutta Italia

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Una spiaggia libera

Stretta in tutta Italia contro ombrelloni e sdraio lasciati di notte sulle spiagge libere come salva-posto per la mattina successiva: fenomeno da tempo al centro delle proteste di bagnanti e turisti.

Spiagge libere, caos in Italia tra ombrelloni e sdraio salva-posto

Queste pratiche sembrano abbastanza consolidate in diverse località marittime italiane e notizie del genere arrivano da varie zone del nostro Paese. Uno degli episodi più recenti riguarda la Versilia, dove i militari della Guardia Costiera di Castiglioncello, in un’operazione congiunta con la Polizia Locale di Rosignano Marittimo, hanno sequestrato complessivamente 26 attrezzature balneari che erano state abbandonate abusivamente sulle spiagge libere.

Come riportato da ‘Versilia Today’, l’attività è scattata dopo le numerose segnalazioni di turisti e bagnanti che avevano denunciato l’occupazione indebita delle spiagge tramite il posizionamento di ombrelloni, sedie e sdraio lasciati incustoditi per giorni con l’obiettivo di prenotare un posto, specialmente nelle zone più vicine alla battigia.

Un’operazione simile è stata portata avanti anche dalla Guardia Costiera di Brindisi: sulle coste pugliesi sequestrate attrezzature balneari utilizzate come segna-posto. Stando a quanto riferito da ‘Brindisi Report’, l’intervento principale ha interessato le spiagge libere della località Torre Canne di Fasano, dove prenotare un posto in prima fila per il giorno successivo piazzando ombrelloni e sdraio è un’abitudine fortemente radicata.

Restando in Puglia, anche a Manduria è scattata la rimozione forzata di ombrelloni e sdraio lasciati abusivamente in spiaggia: operazione portata a termine nelle prime ore del mattino da uomini e mezzi del Comune, sotto il controllo della Polizia locale.

A tal proposito il sindaco di Manduria, Domenico Sammarco, si è espresso così sui social per ricordare come la spiaggia libera sia un bene comune che appartiene a tutti:

“Spiagge libere e accessibili a tutti, continuano i controlli sul nostro territorio – le parole del sindaco nel post pubblicato sulla sua pagina ufficiale di Facebook – la spiaggia libera è un bene comune e appartiene a tutti. Non è tollerabile l’abitudine di occupare il suolo pubblico lasciando ombrelloni e sdraio incustoditi per ore, o fin dalle prime luci dell’alba, al solo scopo di garantirsi un posto in prima fila.

Come previsto dall‘ordinanza vigente, la Polizia Locale e il personale addetto hanno avviato e proseguiranno nei prossimi giorni le operazioni di rimozione di tutte le attrezzature “segnaposto” lasciate incustodite sul litorale. Questo intervento è un atto di rispetto verso i tanti cittadini e turisti che vogliono fruire del nostro bellissimo mare in libertà, senza dover fare i conti con spazi ingiustamente prevaricati. Le regole ci permettono di vivere al meglio la nostra costa. Rispettiamole insieme”.

Cosa rischia chi fa il “furbo” in spiaggia

Lasciare attrezzature di notte in spiaggia equivale a una privatizzazione indebita di uno spazio comune, attraverso una pratica che priva altri cittadini del diritto di usufruire liberamente di uno spazio la mattina successiva.

A ciò si aggiunge il fatto che ombrelloni e lettini abbandonati al buio costituiscono anche un potenziale pericolo per l’incolumità pubblica e possono ostacolare le operazioni di pulizia degli arenili da parte dei mezzi delle varie amministrazioni comunali.

Sul ‘Messaggero’ si legge che i proprietari delle attrezzature sequestrate sulle spiagge libere possono chiederne la restituzione, ma al tempo stesso rischiano sanzioni fino a 500 euro per la violazione delle ordinanze balneari.