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Free flow al posto dei caselli in Italia: su quali autostrade

Alla scoperta del free flow, sistema che consente di pagare il pedaggio senza rallentare o fermarsi ai caselli: su quali autostrade d'Italia si trova

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Casello autostrada

In Italia sta prendendo sempre più piede il free flow, il sistema a flusso libero che consente di pagare il pedaggio autostradale senza rallentare o fermarsi in prossimità dei caselli.

Cos’è il free flow e come funziona

Il free flow è un sistema che consente di pagare il pedaggio autostradale senza soste e rallentamenti ai caselli: si avvale di specifici portali di rilevamento installati lungo il percorso che consentono l’identificazione e la classificazione del veicolo al passaggio, permettendo il calcolo automatico dell’importo dovuto per il tratto autostradale percorso.

Il principio, dunque, è piuttosto semplice: al posto del classico casello autostradale, il veicolo transita sotto a portali dotati di telecamere e sensori che riconoscono la targa, registrano il passaggio e calcolano l’importo da pagare in base al tratto percorso, senza necessità di fermarsi o di rallentare.

Chi è in possesso di un dispositivo di telepedaggio come il Telepass e affini, non deve fare nulla perché l’addebito scatta in automatico; gli altri, invece, dovranno regolarizzare il pagamento attraverso i canali online del gestore della rete autostradale attraverso un’app dedicata oppure in punti fisici convenzionati.

La scorrevolezza del traffico rappresenta il beneficio più evidente del sistema free flow: senza caselli le auto non devono rallentare e fermarsi, creando così un vantaggio che è molto significativo nei periodi di grande afflusso di traffico, come gli esodi estivi oppure le partenze durante le feste o i vari ponti dell’anno.

Come riportato dal ‘Corriere della Sera’, i gestori hanno evidenziato anche una riduzione di consumi e di emissioni legate alle frenate e alle ripartenze dei veicoli nelle aree di esazione, insieme a un risparmio sui costi di manutenzione delle corsie, delle cabine e del personale.

A fronte di tanti vantaggi, bisogna comunque prestare attenzione anche ai possibili dubbi legati all’utilizzo di questa tecnologia: il nodo principale riguarda chi non utilizza un dispositivo di telepedaggio che non ricevendo alcun biglietto e nemmeno una notifica immediata, corre il rischio di dimenticarsi del passaggio a pagamento.

Da questo punto di vista, il regolamento prevede 15 giorni di tempo dal transito per poter saldare online, tramite l’app o nei punti convenzionati, corrispondendo solo l’importo del pedaggio. Scaduti i 15 giorni, il gestore individua il proprietario del veicolo dalla targa e invia un sollecito di pagamento a casa, con l’aggiunta di spese di accertamento e recupero crediti.

Su quali autostrade italiane è attivo il free flow

Il sistema free flow che consente ai veicoli di passare attraverso i caselli senza fermarsi è attivo su un numero limitato di tratte autostradali italiane: l’A33 Autostrada delle Langhe (Asti-Cuneo); l’A36 Pedemontana Lombarda; l’A59 tangenziale di Como; l’A60 tangenziale di Varese; il raccordo Ospitaletto-Montichiari.

Nel complesso il free flow copre attualmente meno di 200 chilometri sugli oltre 6.00 chilometri di rete autostradale a pagamento in Italia; la porzione può considerarsi ancora modesta ma la diffusione di questo sistema è destinata a crescere e coprire molte più tratte nel giro di pochi anni.

In Europa ci sono Nazioni in cui il flusso libero è già da tempo una realtà consolidata, a partire dalla Francia dove la tecnologia opera in tratte importanti come l’A79 nell’Allier e sulla Parigi-Normandia. In Spagna il free flow è attivo prevalentemente nei Paesi Baschi, mentre il Portogallo conta già su una rete di pedaggio elettronico molto estesa.