Questo sito contribuisce all’audience di

Virgilio InItalia

Sui Monti Sicani scoperto un mandorlo gigante: "Ha 500 anni"

Sui Monti Sicani un mandorlo gigante di circa 500 anni stupisce per dimensioni e longevità e porta Castronovo di Sicilia all’attenzione scientifica

Pubblicato:

Valentina Alfarano

Valentina Alfarano

Editor & Coach Letterario

Lavorare con le storie è la mia missione! Specializzata in storytelling di viaggi, lavoro come editor di narrativa e coach di scrittura creativa.

Mandorlo gigante sui Monti Sicani

Tra le alture dei Monti Sicani, dove il paesaggio conserva ancora le tracce di una lunga storia rurale, cresce un mandorlo gigante che sembra avere attraversato cinque secoli e le cui proporzioni eccezionali hanno portato Castronovo di Sicilia all’attenzione degli studiosi che si sono ritrovati di fronte a un caso botanico di rilievo internazionale.

Come è stato scoperto il mandorlo gigante sui Monti Sicani

Il mandorlo cresce a circa 910 metri di quota nel territorio di Castronovo di Sicilia, sul versante che dalla zona di Santa Caterina, lungo la strada provinciale 36, sale verso il Cassero.

È in quest’area dei Sicani che i botanici Pasquale Marino e Francesco Maria Raimondo hanno concentrato la loro ricerca, analizzando l’esemplare e documentandone caratteristiche e dimensioni fuori dall’ordinario.

Le misurazioni hanno permesso di inserirlo nel confronto con gli altri alberi monumentali, facendo emergere un caso botanico eccezionale per la specie, tanto che i risultati sono confluiti in uno studio pubblicato il 30 luglio 2026 sui ‘Quaderni di Botanica Ambientale e Applicata’, rivista scientifica legata a PLANTA, centro impegnato nella ricerca e nella valorizzazione della biodiversità e degli alberi monumentali.

La scoperta assume un significato ancora più particolare se inserita nel paesaggio siciliano, dove il mandorlo accompagna da secoli le coltivazioni tradizionali e scandisce l’inizio dell’anno con le sue fioriture tra gennaio e marzo. L’esemplare di Castronovo, però, racconta una storia molto più lunga rispetto a quella abituale della specie, tanto da essere diventato oggetto di interesse scientifico.

Anche il territorio che lo circonda contribuisce a restituire la profondità di questa storia, in quanto l’area di Castronovo conserva tracce di insediamenti e trasformazioni che attraversano epoche differenti, dalla presenza delle popolazioni indigene all’ellenizzazione e fino al Medioevo, mentre sul mandorlo sono rimasti impressi segni più recenti del rapporto tra l’albero e la vita rurale della zona.

Sulla corteccia, ormai ricoperta di licheni, è ancora fissata una vecchia scala in legno, mentre alcuni fili metallici sono stati inglobati dal tronco nel corso della crescita; sono tracce concrete del tempo trascorso e dell’uso che per decenni è stato fatto dell’albero, prima che le sue dimensioni e la sua longevità diventassero materia di studio per i botanici.

Perché il mandorlo di Castronovo di Sicilia è un record

A rendere eccezionale l’esemplare sono prima di tutto le sue misure, poiché raggiunge circa dieci metri di altezza, mentre il tronco ha una circonferenza di 5,20 metri e la chioma arriva a circa 15 metri di diametro, numeri che assumono un peso ancora maggiore quando vengono confrontati con quelli degli altri alberi monumentali appartenenti alla stessa specie.

Secondo le informazioni riportate dal Corriere della Sera, le dimensioni superano infatti quelle degli esemplari presenti nel database internazionale Monumental Trees, che censisce 39 mandorli monumentali distribuiti in sette Paesi. Sulla base delle conoscenze attualmente disponibili, quello cresciuto sui Sicani risulterebbe quindi il più grande mandorlo vivente finora documentato al mondo.

Anche la sua possibile età contribuisce alla straordinarietà del caso, considerando che la vita di un mandorlo si aggira generalmente intorno ai 70-80 anni, mentre per l’albero siciliano la stima arriva a circa cinque secoli.

Come si legge sul Corriere della Sera, secondo la stima dei ricercatori “Ha cinquecento anni“!

L’albero presenta inoltre una struttura con un tronco fortemente spiralato che si divide in grandi branche principali e frutti dai quali si sviluppano regolarmente semi amari.

Tutti questi aspetti, insieme alle dimensioni raggiunte e alla longevità stimata, saranno portati all’attenzione della comunità scientifica internazionale al XVIII Congresso Internazionale di Botanica del Mediterraneo, in programma alla fine di settembre 2026 in Cappadocia, in Turchia.

Per Castronovo di Sicilia la scoperta apre anche il tema della conservazione, e a tal proposito il sindaco Vitale Gattuso ha espresso l’intenzione di promuovere un percorso dedicato alla tutela e alla valorizzazione dell’esemplare, affinché questo patrimonio possa essere preservato.