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Prezzi sempre più alti a Matera: quanto costa una focaccia

Matera, la famosa Città dei Sassi, è sempre più cara: il boom del turismo ha acceso il dibattito sul costo della ristorazione e degli affitti

Pubblicato:

Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

Matera, prezzi sempre più alti

Una focaccia che arriva a costare quasi quanto una pizza e un piatto di pasta che può toccare la soglia dei 15 euro. A Matera si è aperta la discussione sui prezzi praticati nel centro storico dai locali di quella che è diventata una famosa destinazione turistica.

Polemiche sul “caro focaccia” a Matera

Matera è conosciuta in tutto il mondo soprattutto per i Sassi, gli antichi rioni scavati e costruiti nella roccia calcarea. Il paesaggio, composto da abitazioni rupestri, vicoli, chiese e terrazze sovrapposte, racconta una storia millenaria e rende la città tra i luoghi più famosi d’Italia. Dopo una lunga fase segnata dall’abbandono e da condizioni abitative molto difficili, i Sassi sono stati progressivamente recuperati e valorizzati. Nel 1993 sono stati inseriti nella lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO, mentre nel 2019 Matera è stata Capitale europea della Cultura.

Questa crescente visibilità ha contribuito a trasformare Matera in una destinazione internazionale, attirando visitatori, investimenti e nuove attività. Ad esempio, proprio qui Mel Gibson aveva girato il suo famoso film ‘La Passione di Cristo’. Il successo turistico ha portato molti benefici economici, ma ha anche aperto un dibattito sull’aumento dei prezzi. In particolare, i costi raggiunti da alcuni dei prodotti più semplici della tradizione locale stanno facendo molto discutere. Secondo quanto riportato dal ‘Corriere della Sera’, una ruota di focaccia può costare tra i 10 e i 14 euro, mentre il prezzo di una pizza margherita si aggira attorno ai 9 euro.

Per una pizza nei locali del centro storico, invece, si può superare i 20 euro se si ordina qualcosa di più elaborato. Anche un piatto di pasta preparato con ingredienti della cucina lucana può arrivare a circa 15 euro. Ma è, in particolare, la focaccia materana, quella che un tempo era considerata uno spuntino economico e popolare, ad essere diventata oggetto di molte discussioni. Quella semplice con pomodoro viene proposta mediamente intorno ai 12 euro al chilogrammo. Se si considera una ruota del peso di circa 800 grammi, il prezzo finale può avvicinarsi ai 10 euro.

Non si tratta naturalmente di prezzi identici in ogni panificio o ristorante della città. Le cifre cambiano in base alla posizione, alla qualità delle materie prime, al tipo di locale. Il confronto, però, nasce principalmente dal fatto che cibi un tempo ritenuti popolari ora vengono percepiti da molti residenti come sempre meno accessibili. Gli esercenti attribuiscono i rincari a diversi fattori come l’aumento del costo delle materie prime e dell’energia. Il dibattito è stato alimentato anche dalla prossima apertura del primo McDonald’s nel capoluogo.

Non solo ristoranti, a Matera aumentano anche gli affitti

Il problema più pesante per chi vive stabilmente a Matera non riguarda però la focaccia o la pizza, ma i prezzi dei prodotti e degli affitti. I dati diffusi nel luglio 2026 e ripresi sempre dal ‘Corriere della Sera’ mostrano che i canoni di locazione sono cresciuti del 33,5%, un incremento tra i più alti registrati nei capoluoghi italiani e nettamente superiore alla media nazionale.

La percentuale fotografa un mercato sempre più difficile per giovani, famiglie, studenti e lavoratori alla ricerca di un’abitazione. Un aumento di questa portata non significa che ogni contratto sia rincarato esattamente del 33,5%, ma indica una tendenza generale molto marcata. È un trend che accomuna Matera ad altre città diventate particolarmente attrattive dal punto di vista culturale e turistico.

La diffusione degli affitti brevi può contribuire a ridurre il numero di immobili disponibili per le locazioni tradizionali. Per un proprietario, destinare una casa ai turisti può risultare più redditizio rispetto a concederla per anni a un residente. La conseguenza è una maggiore competizione sul mercato ordinario, con meno offerta e canoni più difficili da sostenere.