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"Qualcuno ha dato fuoco al Leccio di Belmonte": ha oltre 600 anni

Il leccio di Belmonte, una pianta di oltre 600 anni a Bagno a Ripoli nel fiorentino, è stato colpito da un incendio che lo ha gravemente danneggiato

Pubblicato:

Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

Incendiato leccio di Belmonte

Un albero che ha attraversato oltre sei secoli di storia è stato gravemente danneggiato da un incendio sulle colline di Bagno a Ripoli, alle porte di Firenze. La notizia ha suscitato rabbia e incredulità nella comunità locale, da tempo impegnata nella tutela di quello che è un autentico monumento naturale della Toscana.

Il leccio di Belmonte incendiato nella notte

Il leccio di Belmonte sorge tra Grassina e Antella, nel territorio comunale di Bagno a Ripoli non lontano da Firenze. La cittadina è famosa non solo per i suoi splendidi paesaggi e la lunga storia, ma anche perché qui da anni vive Leonardo Pieraccioni. Con i suoi oltre 600 anni di vita, il leccio è considerato l’albero secolare più antico della zona e uno degli esemplari più longevi presenti in Toscana. Come riporta un articolo del ‘Corriere Fiorentino’, nella notte tra il 22 e il 23 giugno 2026, un incendio ha raggiunto il suo tronco provocando danni che dovranno essere valutati attentamente dagli esperti.

L’allarme è stato dato nella mattinata del 23 giugno. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, mentre le Forze dell’Ordine hanno avviato gli accertamenti necessari per ricostruire quanto accaduto. Al momento, le cause del rogo devono ancora essere stabilite ufficialmente. Le circostanze, però, fanno sospettare che le fiamme non siano partite accidentalmente. Serviranno ulteriori valutazioni e controlli prima di poter formulare una spiegazione di cosa è successo.

Il leccio di Belmonte appartiene alla specie Quercus ilex, una quercia sempreverde tipica del paesaggio mediterraneo e nota per la sua longevità. Un albero di oltre sei secoli che rappresenta un caso eccezionale. Il suo valore è stato riconosciuto ufficialmente nel 2024, quando il Leccio di Belmonte è stato inserito nell’elenco degli alberi monumentali della Regione Toscana. Il risultato era arrivato dopo l’impegno del Comune, del comitato Amici del Leccio di Belmonte e di numerosi cittadini. Il terreno sul quale si trova, esteso per circa cinque ettari e precedentemente appartenuto alla famiglia Torrigiani, è oggi di proprietà della Misericordia di Firenze.

Negli ultimi anni sono riprese anche le visite guidate e le attività con le scuole, dopo un lungo periodo nel quale l’accesso alla proprietà era rimasto precluso. Comune, Misericordia e associazioni stavano lavorando per consentire una piena fruizione pubblica dell’area, così da avvicinare le nuove generazioni alla storia del leccio.

Le parole del sindaco dopo l’incendio del leccio

A rendere pubblica la notizia è stato il sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Pignotti, attraverso un post apparso sui canali social ufficiali. Il primo cittadino ha espresso tutto il proprio dolore di fronte alle immagini dell’albero annerito dalle fiamme: “Qualcuno ha dato fuoco al Leccio di Belmonte, l’albero secolare più antico del nostro territorio, con oltre seicento anni di vita”. Parole che riassumono la gravità di quanto accaduto, anche se spetterà agli accertamenti stabilire con precisione l’origine dell’incendio e individuare eventuali responsabili.

Nel suo intervento, ripreso anche dal Corriere Fiorentino, Pignotti ha definito il gesto “un oltraggio, uno sfregio spudorato a tutta la comunità, a un pezzo della nostra storia, a un vero e proprio monumento”. Il sindaco ha poi sottolineato un elemento che alimenta il sospetto di un’azione volontaria: “Un albero secolare non brucia da solo, di notte, lontano da tutto.” Una considerazione nata dalle caratteristiche del luogo e dall’orario in cui si sarebbe sviluppato il rogo.

Proprio per questo il Comune e la Misericordia di Firenze hanno deciso di presentare denuncia, affinché siano ricostruiti i movimenti nell’area e verificata ogni possibile responsabilità. Il primo cittadino ha promesso il massimo impegno sia per chiarire l’accaduto sia per tentare di salvare la pianta.