Madonna della Corona è il "santuario più ardito d'Italia"
Incastonato nella roccia sulle pendici del monte Baldo, il suggestivo santuario della Madonna della Corona è "il più ardito d'Italia": scopriamo la sua storia

Una lunga scalinata ricavata dalle rocce è la via d’accesso (la più panoramica) che conduce al santuario della Madonna della Corona: si trova incastonato tra le pendici del monte Baldo, in provincia di Verona, ed è un gioiello sospeso tra cielo e terra. La sua storia affonda le radici ad oltre 500 anni fa e ancora oggi continua ad essere meta di fedeli, pellegrini e semplici curiosi, che si inerpicano tra le rocce per ammirare le sue bellezze e la vista mozzafiato che si gode dalla sua terrazza. Andiamo alla scoperta del “santuario più ardito d’Italia”.
La storia del santuario della Madonna della Corona
Sono ormai quattro anni che monsignor Martino Signoretto, in qualità di rettore, gestisce il santuario della Madonna della Corona, dopo essere stato trasferito da Verona al piccolo comune di Ferrara di Monte Baldo. È qui, ai margini del paesino veneto, che si trova uno degli edifici religiosi più spettacolari d’Italia, incastonato nelle rocce ad oltre 770 metri di altitudine. Sebbene già attorno all’anno 1000 il monte Baldo era conosciuto come un luogo di culto mariano, la nascita del santuario risale solamente al 1522: secondo la leggenda, il sito ospitò una statua della Pietà proveniente dall’isola di Rodi, sfuggita ai saccheggi dei turchi per opera di un miracolo.
Nel punto in cui venne ritrovata la scultura, grazie al suo “richiamo” angelico che attirò alcuni abitanti del posto, si decise di edificare una piccola chiesetta, la quale assunse il titolo di santuario nel 1625. Il suo nome, Madonna della Corona, deriva dalla forma semicircolare della roccia in cui l’edificio è incastonato. Nel giro di poco tempo, il monte Baldo divenne un’importante meta di pellegrinaggio, che ancora oggi attira numerosi fedeli e turisti da tutta Italia. Ma come si arriva al santuario sospeso tra le rocce?
Come arrivare al santuario più ardito d’Italia
Il percorso storico, quello che i fedeli hanno sempre affrontato per poter raggiungere il santuario della Madonna della Corona, è senza dubbio il più panoramico – ma anche il più faticoso. Si chiama Sentiero della Speranza, segnalato con il numero 73 dei cammini mappati dai CAI (Club Alpino Italiano), ed è lungo circa 2 km e mezzo. Pur non richiedendo particolari abilità, prevede un dislivello di oltre 600 metri ed è per questo consigliato solo a persone allenate e ben attrezzate. Si tratta di una salita composta da ben 1614 gradini scavati nella roccia, che parte dal vicino paese di Brentino Belluno, nel cuore della Vallagarina.
Ci sono però delle alternative più recenti, che permettono anche ai meno esperti di visitare comodamente il santuario di monte Baldo. Durante i mesi caldi, c’è un servizio di bus navetta che offre a fedeli e turisti un passaggio verso la chiesa – disponibile solamente da marzo a novembre. Il sentiero asfaltato parte dal paese di Spiazzi ed è tutto in discesa, quindi percorribile tranquillamente anche a piedi senza troppe difficoltà. Una delle peculiarità del tragitto è che vi si trovano le quattordici stazioni della Via Crucis in statue bronzee, diventando quindi un vero e proprio percorso di fede. Per gli amanti delle escursioni, infine, Madonna della Corona è il punto d’arrivo del più impegnativo Cammino dei due Santuari, che parte dal santuario della Pieve di Chiampo e attraversa sette valli nella cornice delle Prealpi Venete.
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