Caso overtourism alle Tre Cime di Lavaredo: cosa sta succedendo
Le Tre Cime di Lavaredo alle prese con i problemi legati all'overtourism: cosa sta succedendo sulle Dolomiti con l'aumento dei flussi di visitatori

Caso overtourism sulle Tre Cime di Lavaredo: le immagini dei turisti in coda sotto il solo per prendere la navetta da Misurina al rifugio di Auronzo di Cadore hanno fatto il giro dei social, dando vita a un dibattito.
Cosa sta succedendo alle Tre Cime di Lavaredo
Nella giornata di domenica 12 luglio 2026, la domanda di turisti per la panoramica Misurina-Auronzo, accessibile solo su prenotazione a pagamento da maggio, ha superato ampiamente l’offerta, nonostante un mezzo aggiuntivo ai sette già previsti.
Come riportato da ‘Il Gazzettino’, le navette a disposizione non sono riuscite a smaltire il flusso di visitatori e durante il pomeriggio, tra le 16.00 e le 17.00, la situazione si è fatta problematica, con circa 300 persone rimaste ferme nel piazzale sotto il sole.
Le proteste si sono moltiplicate sui vari social anche per via di un filmato che mostra la lunga fila di turisti diretti al punto di partenza del giro delle Tre Cime di Lavaredo. In generale molti utenti si sono lamentati soprattutto per i tempi di attesi infiniti e per gli autobus fermi nel parcheggio, con centinaia di persone ferme ad attendere il proprio turno.
Quanto accaduto ha riaperto il tema del sovraffollamento turistico, in modo particolare in zona non facilmente raggiungibili, o comunque che si possono raggiungere meno facilmente rispetto ad altre. Alcune località di montagna, come le Tre Cime di Lavaredo, rientrano in questa casistica: se le immagini dei paesaggi montani valorizzano un luogo, dall’altra diventano mete per il turismo di massa, attirando più visitatori di quanti ne possano realmente accogliere.
Il problema overtourism sulle Dolomiti
Per arginare i problemi legati all’overtourism, diverse località delle Dolomiti hanno adottato il sistema dell’accesso su prenotazione e anche quello del pagamento di un ticket, così da gestire meglio i flussi turistici.
A tal proposito Dario Vecellio e Valerio Davare, i sindaci di Auronzo di Cadore e Rocca Pietore, hanno spiegato a ‘IlNordEst.it’ che accesso contingentato e ticket garantiscono un “turismo di qualità”, attraverso un sistema “che funziona e pone il necessario freno al sovraffollamento e all’overtourism”.
Ad aprire la strada alle prenotazioni è stato il lago di Braies, dove l’accesso è regolato dal primo luglio al 15 settembre; per visitare lo splendido specchio d’acqua situato a 1.496 metri su livello del mare, si entra con i mezzi pubblici, a piedi, in bici oppure con la navetta, rigorosamente su prenotazione, dalle 9.00 alle 16.00.
Seguendo l’esempio del lago di Braies, anche il Comune di Auronzo di Cadore ha introdotto dal 2025 un sistema analogo: il pedaggio comprende sia l’accesso alla strada, sia il parcheggio presso il rifugio Auronzo, dotato di 700 posti auto. Il biglietto è valido fino a 12 ore dall’orario d’ingresso prenotato, con tariffe che variano a seconda del mezzo di trasporto: auto, moto, camper e bus.
L’assessore al turismo di Auronzo di Cadore, Roberto Pais Bianco, ha sottolineato gli effetti positivi per il territorio delle Dolomiti grazie all’utilizzo del sistema di prenotazione: “Abbiamo riscontrato che il sistema di prenotazione del transito stradale e del parcheggio ha favorito al tempo stesso gli alberghi e i ristoranti di Auronzo, sono tutti pieni”.
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