Questo sito contribuisce all’audience di

Virgilio InItalia

Un supermercato prenderà il posto della quadreria di Berlusconi

Un supermercato prenderà il posto della quadreria di Silvio Berlusconi: via l'immensa collezione dell'ex Premier con oltre 25 mila opere d'arte

Pubblicato:

Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Silvio Berlusconi

L’hangar situato in viale Monte Rosa ad Arcore, contenente la monumentale collezione privata di quadri di Silvio Berlusconi, verrà smantellato per far posto a un supermercato.

Addio alla quadreria di Berlusconi: un supermercato al suo posto

Come riportato dal ‘Corriere della Sera’, la quadreria di Silvio Berlusconi sarà rimpiazzata da un punto vendita di una nota catena di discount. I 25.000 quadri presenti all’interno dell’hangar facevano parte della collezione privata dell’ex Presidente della Repubblica: molte opere erano dovute ad acquisti frenetici portati a termine dal Cavaliere che da un certo punto della sua vita, in poi, decise di dare sfogo alla passione per l’arte, accumulando quadri su quadri.

Alcuni dei pezzi della quadreria sono stati acquistati direttamente da Berlusconi in tv, mentre altri provengono da svariati mercanti d’arte e altri ancora sono dei doni che il Cavaliere ha ricevuto anche da leader politici: in collezione presenti quadri regalati da Vladimir Putin, Orban e Giuseppe Conte.

All’interno dell’immensa collezione ci sono anche delle copie di dipinti di artisti famosi come Raffaello, Leonardo da Vinci e Jacques-Louid David. Tutte le opere, distribuite nei corridoi del vasto hangar di Arcore, sono state disposte a seconda dei generi: battaglie di mare e terra, opere religiose, scene di vita partenopea, aristocrazia parigina, epopea napoleonica, composizioni floreali e via discorrendo.

Il racconto dell’allestitore sulla collezione di Berlusconi

Lucas Vianini, allestitore della quadreria, ha ricordato qualche aneddoto legato alla collezione di Silvio Berlusconi, sostenendo che l’ex Premier non avrebbe gradito la costruzione del discount dove una volta teneva tutti i suoi quadri:

“Sono sicuro che al presidente non avrebbe fatto piacere un discount al posto della sua collezione da 25.000 opere – le parole di Vianini riportate dal ‘Corriere della Sera’ – aveva una collezione eterogenea, anche con dipinti di valore museale, ma la quadreria non aveva questa pretesa, era frutto di un’idea diversa, da visionario”.

Un allestimento enorme diviso per generi, c’erano nature morte, immagini religiose, mitologiche, ritratti storici, riproduzioni di capolavori. Chiunque, in quel luogo, poteva farsi un’idea di base della storia dell’arte. Non era aperta al pubblico, ma l’intenzione era renderla fruibile a tutti. La valenza del posto era quasi pedagogica”.

L’allestitore ha raccontato che di tanto in tanto, quando aveva qualche ospite, Berlusconi era solito chiamarlo per fargli aprire il deposito, così da poter mostrare la sua immensa collezione di quadri.

La quadreria di Berlusconi e il problema dei tarli

In un report datato 2024 e riportato da ‘Repubblica’, vennero resi noti alcuni numeri della quadreria di Silvio Berlusconi: più di 25.000 i quadri catalogati e riposti nell’hangar, pagati in media tra i 20.000 e i 150.000 euro dal Cavaliere, oltre ai tanti doni ricevuti, circa 600 pezzi.

Alla fine del 2023, dopo la scomparsa di Silvio Berlusconi, si era parlato a lungo della sua quadreria ed era emerso anche un problema, quello relativo ai tarli: si disse che aveva distrutto parte della collezione, rendendo necessarie delle disinfestazioni periodiche.

Al tempo emersero anche le cifre legate ali costi di mantenimento del deposito di oltre 3.000 metri quadrati: c’è chi disse che le spese ammontassero a 800.000 euro l’anno, un costo eccessivo se rapportato al valore di mercato.