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Riemersi dal Tevere i resti di un antico ponte romano

I resti di un antico ponte romano sono riemersi dal Tevere, grazie ai bassi livelli raggiunti dall'acqua del fiume di Roma: la storia della struttura

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Roma e il Tevere continuano a regalare antichi tesori sommersi: dal fiume sono riemersi i resti di un ponte romano, grazie all’abbassamento dell’acqua che ha reso visibile la struttura nei pressi di Castel Sant’Angelo.

Roma, riemersi i resti di un antico ponte dal Tevere

La portata del Tevere, complici le alte temperature delle ultime settimane, le scarsissime precipitazioni sulla città e anche la siccità che ha colpito gran parte dell’Italia, è calata sensibilmente, raggiungendo uno dei livelli più bassi degli ultimi 15 anni a Roma.

Tra le conseguenze del vistoso abbassamento del corso d’acqua della Capitale c’è la riemersione dei resti di un antico ponte Neroniano, all’altezza di Castel Sant’Angelo, quindi a pochi passi da piazza San Pietro e dal Vaticano.

Quelli riemersi dal Biondo Tevere sono i resti del Pons Neronianus o ponte Trionfale che dovrebbe risalire probabilmente al Primo Secolo dopo Cristo; la struttura scoperta grazie alla secca del fiume un tempo collegava il Campo Marzio con quella che attualmente è l’area del Vaticano e consentiva all’antica Via Triumphalis di attraversare il fiume.

Non è la prima volta che i resti del ponte di Nerone tornano visibili: è già caduto in altre occasioni che il livello del Tevere sia sceso abbastanza da lasciare scoperta alcune parti dell’antica struttura. Questa comparsa intermittente rende il ponte ancora più spettacolare: è una sorta di tesoro sommerso che resta nascosto in acqua per gran parte dell’anno e diventa visibile all’improvviso.

La storia del Pons Neronianus

Il Pons Neronianus (ponte Neroniano) venne costruito sotto l‘imperatore Nerone: l’intento era quello di migliorare i collegamenti con le sue proprietà sulla riva destra del fiume, compresa la villa della madre Agrippina.

Nel corso degli anni gli storici hanno discusso a lungo circa una possibile attribuzione della struttura a Caligola, con una scuola di pensiero a sostenere l’ipotesi che l’imperatore avesse ordinato la costruzione del ponte per dare accesso al suo circo.

L’epoca esatta della distruzione del ponte non è conosciuta, ma si suppone che fosse andato in disuso in occasione della costruzione delle mura aureliani, dove sembra mancare una porta in corrispondenza del ponte Neroniano, anche a causa della vicinanza del ponte Elio.

Se ai giorni nostri dell’antico ponte romano appaiono solo pochi resti quando il livello del fiume è basso, in passato era più evidente: nel 1754 l’incisore Giuseppe Vasi dedicò ai resti una veduta intitolata ‘Vestigie dell’antico Ponte Trionfale’; la matrice è conservata dall’Istituto Centrale per la Grafica e mostra diversi piloni che emergevano dal Tevere.

All’inizio del XIX Secolo, dopo le grandi piene, a Roma vennero costruiti i muraglioni così da regolare il corso del fiume: in questo modo molti ostacoli furono eliminati per migliorare il deflusso e la navigabilità e ciò che restava degli antichi resti del ponte Neroniano rimase coperto.

Nel corso dei lavori effettuati per la costruzione di Ponte Vittorio Emanuele II, risalenti ai primi del Novecento, nel letto del fiume Tevere vennero individuati anche elementi delle fondazioni, come travi lignee e strutture utilizzate dai romani per sostenere le pile in un terreno poco collaborativo.