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Non conoscete la Sa Pompia? Scoprite cos'è

Alla scoperta di un agrume unico che cresce in una precisa zona della Sardegna, nel nuorese

3 min di lettura

Sa Pompia

Non tutti conoscono la Sa Pompia, un agrume con scorza grossa e gialla, dall’aspetto bitorzoluto e rugoso, con una circonferenza che può raggiungere i 70 centimetri e un peso che arriva fino a 700 grammi.

Questo frutto unico nel suo genere, simile ad un cedro, è presente solo in Sardegna e in particolar modo nella zona di Siniscola, un comune costiero in provincia di Nuovo.

La Sa Pompia, dal 2004, è diventato presidio Slow Food della zona e ha origini poco conosciute, per non dire ignote. Secondo alcuni studioso, l’agrume è il risultato di un incrocio tra un cedro e un pompelmo. Un’altra ipotesi, più accreditata, parla invece di un incrocio tra un pompelmo e un limone, risalente con molta probabilità ad epoca medievale.

Nonostante la presenza della Sa Pompia sia attestata in Sardegna da almeno tre secoli, il suo riconoscimento a livello accademico è arrivato solo nel 2015, anche a causa della scarsa diffusione. Fino a quel momento, il frutto era conosciuto attraverso il nome di Citrus x monstruosa, ovvero “limone mostruoso”, un appellativo dovuto al suo aspetto molto particolare e rugoso.

L’agrume è sopravvissuto grazie al largo utilizzo che se ne fa nella zona di Siniscola e dintorni, soprattutto nei comuni di Posada, Torpé e Orosei, dove la Sa Pompia viene utilizzata come base per due dolci tipici della regione della Baronia: “sa aranzada siniscolesa” e “sa pompia intrea“. Per realizzarli bisogna usare la scorza che si trova al di sotto della parte bianca del frutto.

Chi volesse assaggiare la Sa Pompia deve tenere bene a mente che non deve provare la sua polpa: a causa dell’elevata acidità, addirittura più alta rispetto a quella di un limone comune, risulta praticamente immangiabile.

I dolci preparati a base di Sa Pompia, in passato, erano considerati molto preziosi e rappresentavano un regalo molto gradito ai padrini e ai testimoni di nozze. Il valore era dovuto al fatto che la preparazione dei dolci richiede molte ore di lavoro e l’impiego di ingredienti che in passato erano dei veri e propri beni di lusso, come il miele e lo zucchero.

La Sa Pompia, inoltre, è usata anche per produrre altri prodotti come i liquori, le marmellate, i gelati, i sorbetti, le panne cotte, le granite e anche come ingrediente per accompagnare la carne ed esaltarne il suo sapore.