Ristoranti, lo Chef's Table più piccolo d'Italia è a Bologna
Lo Chef's Table più piccolo d'Italia si trova a Bologna: alla scoperta di Attimi by ODD, locale nel cuore pulsante della zona universitaria felsinea

Lo Chef’s Table più piccolo d’Italia si trova a Bologna, nel cuore pulsante della zona universitaria: si chiama Attimi by Odd ed è il progetto più intimo e radicale di chef Lorenzo Coccovilli.
A Bologna lo Chef’s Table più piccolo d’Italia
Il ristorante nasce come evoluzione naturale di ODD, l’insegna di street food d’autore con cui chef Coccovilli aveva già dimostrato di poter fare cucina di ricerca senza bisogno di tovaglie, posate e senza le convenzioni dell’alta ristorazione.
Quell’idea è stata spinta al massimo, togliendo tutto ciò che poteva essere ritenuto superfluo: niente sala sfarzosa, nessun servizio impostato e soprattutto nessuna distanza tra chi mangia e chi cucina, così da far risaltare il contatto umano tra chef e commensali.
Attimi by ODD ridefinisce in maniera radicale il concetto di esclusività in una città come Bologna, tra le capitali internazionali del cibo protagonista di una guida speciale del NYT: il locale conta quattro coperti e nessun altro intorno, quindi varcare la sua porta significa entrare a far parte di un club ristrettissimo, un privilegio per pochi, quelli che desiderano vivere una cucina senza filtri.
Oltre a non essere un ristorante tradizionale, a suo modo supera anche l’idea stessa di Chef’s Table, offrendo un’esperienza unica ai commensali che hanno un contatto diretto e ininterrotto con chi cucina. Il tutto firmato da Lorenzo Coccovilli: chef classe 1990 nato ad Aosta ma bolognese d’adozione,
di recente è stato premiato dalla guida Street Food d’Italia 2026 del Gambero Rosso come miglior interprete della regione con il suo primo locale, ODD.
I piatti di Attimi by ODD
Il menu degustazione degli ultimi mesi di Attimi by ODD si chiama “Respiro” e ogni piatto nasce dai ricordi di chef Coccovilli: le varie portate sono divise in attimi, con il primo composto da Crème fraîche alla base, clorofilla di levistico, tuorlo confit al fieno di montagna, fiocchi di sale Maldon affumicato, insalatina di erbe e fiori spontanei, tartufo estivo e pane al latte.
Il piatto del secondo attimo è uno spaghetto di zucchine mantecato con pesto di basilico e Parmigiano Reggiano 24 mesi, salsa di pinoli tostati, crumble di pane integrale e zeste di limone: è ispirato al ricordo del primo contatto dello chef con la cucina, il basilico che la nonna coltivava sul balcone.
Il terzo attimo, composto da diverse varietà di pomodoro, ognuna valorizzata attraverso differenti consistenze, unite da un’essenza di foglia di pomodoro che richiama il profumo dell’orto, ricorda l’orto d’estate e il pomodoro appena raccolto. Nel quarto attimo troviamo Glacier 51 glassato con salsa alle mandorle, caviale Prunier, gel al limone, foglia d’ostrica e clorofilla di salicornia.
Raviolo vegetariano di barbabietola affumicata e patate, jus di verdure, clorofilla di maggiorana, Tête de Moine e aria di pane nero compongono il quinto attimo che rappresenta un omaggio alle merende di montagna; il sesto attimo è il profondo del percorso con carré di agnello cotto a bassa temperatura, affumicato con legno di noce, glassato con uno sciroppo alle gemme di pino, jus di agnello, lamponi fermentati e aglio nero che richiamano il bosco nelle prime ore della sera.
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