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Il mistero dei rottami di velivolo trovati a Capoterra è risolto

Svolta per il mistero dei rottami di un velivolo ritrovati a Capoterra in seguito alla mareggiata di gennaio 2026: svelata la nuova ipotesi sul caso

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Spiaggia

Ci sarebbe una svolta nell’inchiesta sui rottami militari recuperati all’inizio del 2026 nel litorale di Capoterra: l’ipotesi è che appartengano a un caccia militare precipitato diversi anni fa.

La svolta nel mistero dei rottami di Capoterra

Come si legge su ‘L’Unione Sarda’, anche se manca ancora l’ufficialità, sta prendendo piede la tesi legata ai rottami di un caccia militare (un F-104), mentre il Ris dei Carabinieri avrebbe accertato che i resti, al contrario di quanto ipotizzato in precedenza, non appartengono all’elicottero della Finanza “Volpe 132” scomparso al largo di Muravera nel marzo del 1994.

Il quotidiano ha riferito che il Reparto investigazioni scientifiche dell’Arma, dopo settimane di analisi tecniche condotte nella caserma di San Bartolomeo, ha ottenuto anche il supporto degli esperti della società Leonardo. La prima conclusione raggiunta, ancora informale ma sempre più destinata a cambiare il corso dell’inchiesta è la seguente:

I circa quaranta componenti metallici recuperati alla spiaggia La Maddalena dopo la violenta mareggiata di gennaio 2026, dunque, non apparterrebbero all’elicottero Agusta A109 scomparso nel 1994. In seguito alla mareggiata, a pochi chilometri da Cagliari e dalla base aerea di Elmas, sono spuntati diversi frammenti, grandi tra i 10 e i 30 centimetri, coperti da incrostazioni marine: a trovarli è stato un ristoratore che li ha notati sul bagnasciuga.

La polizia locale è intervenuta immediatamente, procedendo alla raccolta del materiale: sono stati riempiti cinque scatoloni consegnati alla Procura. Gli uomini del Ris sono andati anche a Capoterra nei primi giorni di aprile, setacciando la zona con l’ausilio dei sommozzatori, senza però trovare ulteriori reperti.

Tra le ipotesi circolate anche quella che i rottami siano stati scaricati in mare da un peschereccio di frodo che potrebbe averli staccati dal fondo marino con le reti a strascico, una tecnica proibita per i danni che può arrecare all’ecosistema marino.

L’ipotesi su l’Ustica sarda, la tragedia del 1994

Come detto i nuovi accertamenti stanno per porre fine all’ipotesi che i rottami trovati a Capoterra appartengano all’elicottero delle Fiamme Gialle scomparso il 2 marzo del 1994.

Quella è la data dell’incidente dell’A109 della Guardia di Finanza, sinistro aviatorio avvenuto all’altezza del Mar Tirreno che si affaccia su Sarrabus al largo di Muravera, nella zona che si trova a Sud-Est della Sardegna.

L’elicottero perse i contatti con il controllo del traffico aereo a causa di una deflagrazione in volo: i membri dell’equipaggio non vennero mai ritrovati, al pari dei resti dell’aeromobile, fatta eccezione per alcuni frammenti.

La vicenda ha portato a ben sei inchieste, di cui quattro coordinate dal Procuratore di Cagliari o dal Sostituto Procuratore, una dalla Procura Militare, una dalla Commissione Parlamentare d’inchiesta; l’incidente portò anche a quattro interrogazioni parlamentari tra il gennaio del 2024 e il novembre del 2013.

Nonostante ciò, le causa dell’incidente dell’elicottero della Guardia di Finanza non sono mai state chiarite del tutto, facendo guadagnare al caso l’appellativo di ‘Ustica sarda‘, tra dubbi, ipotesi e colpi di scena.

Quando il maltempo di gennaio aveva riportato in superficie diversi rottami di un velivolo, pensare all’incidente del 1994 è stato quasi automatico, ma nel giro di qualche mese le ricerche hanno smentito l’ipotesi iniziale.