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Puglia, costa invasa da dischi di plastica: l'ipotesi sul mistero

Sulle spiagge delle Puglia sono tornati i dischi neri di plastica già avvistati durante la scorsa estate: resta il mistero sulla loro provenienza

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Spiaggia Molfetta

I dischi neri di plastica sono tornati sulle spiagge italiane: a poco più di un anno dalle segnalazioni arrivate da Romagna e Puglia, questi oggetti sono stati trovati di nuovo lungo le coste del nostro Paese, riportando all’attenzione pubblica l’annoso problema relativo all’inquinamento causato dalla plastica.

Il mistero dei dischi neri di plastica sulle spiagge della Puglia

Come riportato da ‘Repubblica’, i responsabili di Plastic Free Onlus hanno rivelato che nella zona di Molfetta qualcuno ha fotografato i dischetti di plastica, oggetti neri già trovati lungo le coste dell’Adriatico nell’estate del 2025.

Le ultime segnalazioni arrivano sia dalla costa della Romagna che da quella pugliese, confermando come il fenomeno sia ancora attuale e ben lontano dall’essere risolto. E resta anche il mistero sulla loro provenienza, non accertata del tutto.

Dei dischi si sa che non sono comuni rifiuti ma supporti plastici per film biologico, usati nel trattamento delle acque reflue e impiegati nei sistemi biologici di depurazione per offrire una superficie dove si sviluppano i microorganismi necessari ai processi di trattamento delle acque.

Permangono i dubbi sulla provenienza con diverse ipotesi formulate: la più accreditata è quella che parla di un possibile malfunzionamento di un impianto di depurazione nel bacino dell’Adige, in Veneto oppure in Trentino Alto Adige; un guasto, oppure un sistema di contenimento non adeguato, potrebbero aver fatto disperdere i dischi nel corso d’acqua e una volta in mare, sarebbero stati trasportati dalle correnti.

I dischetti neri apparsi sulle spiagge nel 2025

I primi episodi legati alla presenza di dischetti neri di plastica sulle spiagge italiane risalgono al giugno del 2025, quando questi oggetti furono rinvenuti lungo la costa adriatica della Romagna.

Al tempo Archeoplastica, dopo aver documentato il fenomeno con video e immagine, ha ipotizzato che i dischi provenissero da un impianto di depurazione, cosa già avvenuta qualche anno prima, quando per errore vennero versati migliaia di dischetti nel fiume Sele e da lì riversati nelle acque italiane fino al Lazio e alla Campania.

Qualche tempo dopo le segnalazioni sulla costa romagnola, i dischetti sono spuntati anche sulle spiagge della Puglia, trascinati dalle correnti lungo tutto il litorale adriatico.

Le richieste di Plastic Free Onluns

Riccardo Mancin, referente di Plastic Free Onlus, ha parlato del problema legato ai dischetti di plastica sulle spiagge italiane:

“Siamo stati i primi a segnalare la presenza dei dischetti spiaggiati nel 2025 – ha spiegato Mancini – l’auspicio era che si arrivasse in tempi rapidi a capire cosa fossero, da dove arrivassero e a intervenire urgentemente per risolvere la problematica. Siamo davvero amareggiati nel constatare che se ne ritrovino ancora tantissimi.

Ci preoccupa non poco l’impatto ambientale di questi dischetti, a cui si sommano ingenti quantità di pezzi di piccoli tubi corrugati, e ancor più preoccupante è vedere che non si riesca ad arrivare in fondo alla risoluzione del problema”.

L’organizzazione di volontariato che dal 2019 è impegnata nel contrasto all’inquinamento da plastica ha chiesto alle autorità competenti di individuare con urgenza l’origine della dispersione dei dischetti e fermare l’arrivo di questi materiali in mare, rinnovando l’appello già lanciato un anno fa.