In un mercatino in Toscana trovata lettera del 1940: l'appello
Una lettera del 1940 trovata in un mercatino in Toscana riemerge tra le pagine di un vecchio libro e affida al presente un appello nato 86 anni fa

Un vecchio volume acquistato anni fa in un mercatino in Toscana custodiva tra le pagine una lettera del 1940, rimasta nascosta per decenni, scritta a mano e indirizzato da una giovane a un’amica, è oggi al centro di un appello che prova a ricostruire la storia delle sue protagoniste.
Cosa c’è scritto nella lettera del 1940 trovata in Toscana
La storia conduce a Castagneto Carducci, in provincia di Livorno, dove circa vent’anni fa l’insegnante Hanitriniaina Tahiry Argenti acquistò in un mercatino dell’antiquariato un volume scolastico del 1935 dedicato alle opere di Orazio.
Il libro rimase a lungo nella sua biblioteca, fino a quando tra quelle pagine riemerse un foglio piegato con cura e coperto da una grafia ormai lontana nel tempo. Secondo quanto riportato da ‘La Nazione’, la lettera porta la data del 28 dicembre 1940 ed è firmata da una giovane di nome Carla Silva.
A riceverla avrebbe dovuto essere Andreina, alla quale Carla affidò il racconto di giornate trascorse tra il collegio e lo studio, insieme alla nostalgia per casa e al desiderio di rivedere le persone care.
Tra le righe emerge soprattutto il peso della distanza dopo le brevi vacanze di Natale, infatti la ragazza confidava all’amica: “Non puoi immaginare come sono malinconica“.
A rischiarare quelle giornate c’era però la prospettiva di un nuovo ritorno, atteso quasi contando le ore, e Carla scriveva: “Sabato alle 4 ritorno a casa e mi fermo fino a martedì mattina”.
Il foglio conserva anche piccoli frammenti del mondo che circondava le due ragazze e permette di intravedere amicizie, abitudini scolastiche e luoghi della loro quotidianità. Compaiono i nomi di Laura Giorgetti, Iside, Teresina, Pia Amedeo e Hedda, insieme ai riferimenti a Seregno, Milano e alla Brianza.
Carla accenna inoltre agli scrutini e alle preoccupazioni legate alla scuola, senza rinunciare a raccontare un curioso gioco tra studenti, una formula matematica utilizzata per nascondere tra i numeri un “T’amo”.
Sono dettagli minuti, e proprio per questo capaci di avvicinare una storia rimasta per decenni chiusa dentro un libro. La lettera risale alla fine del 1940, in un’Italia già entrata nella Seconda guerra mondiale, eppure le parole di Carla restano concentrate sulla dimensione quotidiana di una ragazza lontana da casa, sulle persone che avrebbe voluto incontrare e sulle giornate scandite dallo studio.
I nomi disseminati nel testo, insieme ai riferimenti geografici, sono diventati oggi le tracce principali dalle quali tentare di ricostruire ciò che accadde alle protagoniste.
Perché è stato lanciato un appello
Dopo aver scoperto la lettera, Argenti ha deciso di cercare qualcuno che possa riconoscere Carla, Andreina o una delle altre giovani citate nel foglio, con la speranza di riportare il documento all’interno della storia familiare alla quale apparteneva. La ricerca ha raggiunto anche i social attraverso un post pubblicato nella pagina Facebook “Sei di Seregno se…”, scelta proprio per il legame che la missiva sembra avere con il territorio brianzolo.
Gli indizi rimasti dopo ottantasei anni sono pochi, ma ciascuno potrebbe aprire una strada. Ci sono la firma di Carla Silva, il nome di Andreina e quelli delle altre ragazze ricordate nella corrispondenza, oltre ai riferimenti a Seregno e Milano.
Anche il collegio frequentato dalla giovane potrebbe aiutare a restringere la ricerca, soprattutto se qualche famiglia conservasse fotografie, lettere o ricordi legati a una studentessa vissuta in quella zona negli anni Quaranta.
Come si legge sul giornale, è la stessa Argenti a spiegare il senso dell’iniziativa: “Ci piacerebbe tantissimo farla ritornare nelle mani dei discendenti o di chi ha conosciuto le protagoniste”.
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