Caso gessetti colorati a Milo, la lettera del sindaco ai bimbi
A Milo, in Sicilia, è esplosa la polemica per un post social del sindaco intitolato: "Lettera aperta a dei bambini accompagnati da adulti inadeguati"

Dei disegni fatti con i gessetti colorati sulla pavimentazione di una piazzetta sono recentemente diventati un caso pubblico. A Milo, piccolo comune alle pendici dell’Etna, il caso è scoppiato proprio attorno a questo anche a causa di una lettera aperta pubblicata su Facebook dalla sindaca Maria Aurora Catalano.
Milo, la lettera del sindaco ai bambini e le polemiche sui gessetti colorati
Milo si trova in Sicilia, nella Città metropolitana di Catania, sulle pendici orientali dell’Etna. È un comune dalla storia antica ed è a molti noto per il legame con la musica, in particolare con artisti come Franco Battiato e Lucio Dalla. Il paese, oggi compreso nel Parco dell’Etna, è finito al centro di discussioni per un fatto accaduto proprio qui.
Il 13 luglio il sindaco di Milo, Maria Aurora Catalano, ha pubblicato sulla propria pagina Facebook una “lettera aperta” rivolta simbolicamente ad alcuni bambini, accompagnata dalla foto della pavimentazione di una piazzetta con disegni, scritte, nomi e impronte realizzati con i gessi. Il post iniziava con un titolo già molto netto: “Lettera aperta a dei bambini accompagnati da adulti inadeguati”.
Nel testo, la sindaca si rivolge ai piccoli con un tono apparentemente affettuoso, scrivendo: “Siamo certi che siete bambini meravigliosi, con tanta voglia di giocare, stare insieme e divertirsi.” Subito dopo, però, arriva il punto centrale della critica: il problema, secondo la prima cittadina, non erano i bambini, ma gli adulti che li accompagnavano. La prima cittadina ha, infatti, scritto che quegli adulti avevano ritenuto di poter “trasformare un luogo pubblico, bene di tutti, in un foglio dove lasciare che i figli scrivano e pasticcino”.
Un passaggio molto discusso, poi, riguarda il concetto di bene comune. La frase “Per quanto realizzati con i gessetti, quanto è accaduto non è tollerabile, né scusabile” ha acceso molte reazioni, perché per alcuni utenti il tono è apparso troppo duro rispetto alla natura temporanea dei disegni. La sindaca ha poi aggiunto: “Il bene comune è bene di tutti e va rispettato”.
I commenti degli utenti e le polemiche
La lettera ha diviso gli utenti, creando discussioni e polemiche non solo da parte dei cittadini di questo comune della Sicilia ma anche da molti altri. Da una parte c’è chi ha condiviso l’impostazione della sindaca, sottolineando che piazze, pavimentazioni e luoghi storici non dovrebbero essere usati come superfici su cui scrivere, nemmeno con materiali facilmente lavabili.
Dall’altra parte, però, sono arrivate numerose critiche molto forti al suo post. C’è chi ha considerato sproporzionata la reazione, facendo notare che i gessetti si cancellano con acqua o con la pioggia e che il gioco dei bambini in piazza dovrebbe essere accolto come un segnale positivo, non come un atto di inciviltà. In alcuni commenti il post è stato definito “ridicolo”, mentre altri utenti hanno criticato l’espressione “adulti inadeguati”, ritenuta troppo pesante. Altri ancora hanno sintetizzato la propria posizione con frasi come “sono solo bambini” o “i gessetti si lavano”, contrapponendo la spontaneità del gioco alla rigidità del richiamo pubblico.
Il post di risposta del sindaco di Milo
Dopo le polemiche, la sindaca di Milo è intervenuta di nuovo con un post di risposta, cercando di chiarire il senso della sua prima lettera. Catalano ha spiegato di aver condiviso una riflessione sul rispetto degli spazi pubblici scegliendo di rivolgersi “simbolicamente ai bambini”, ma ha riconosciuto che il messaggio non era stato percepito come avrebbe voluto. Nel secondo intervento ha scritto: “Sicuramente, e di questo mi scuso, non sono riuscita a esprimere al meglio ciò che intendevo”.
La sindaca ha ribadito che il suo intento “non era puntare il dito contro i più piccoli”, perché i bambini “devono poter giocare, divertirsi e vivere il paese con serenità”. Il messaggio, ha chiarito, era rivolto agli adulti, ai quali spetta il compito di trasmettere il valore del rispetto dei beni comuni. Nel secondo post compare anche una formula più inclusiva: “Milo è la casa di tutti: cittadini, ospiti e visitatori”.
Anche il post di chiarimento, però, ha continuato a ricevere commenti polemici. Per alcuni utenti le scuse non hanno cancellato l’impressione iniziale di un intervento eccessivo. Altri hanno apprezzato la precisazione, ma hanno continuato a ritenere sbagliato trasformare dei disegni con i gessetti in un caso pubblico.
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