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Al lido di Trieste che separa uomini e donne esplode la polemica

Polemica al Pedoncin, il lido di Trieste che storicamente separa le donne dagli uomini: una coppia milanese non ha gradito, dando vita a un battibecco

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Lido Pedoncin

Polemica al lido Pedoncin di Trieste che da più di un secolo è diviso in due zone: una riservata alle donne e l’altra agli uomini. Una coppia milanese non ha gradito la separazione, dando vita a un battibecco.

Il “caso Medioevo” al lido che separa uomini e donne a Trieste

Una coppia milanese che evidentemente non conosceva le regole dello storico lido triestino, ha reagito in maniera brusca quando una delle due bagnanti ha invitato i due a rispettare la divisione della spiaggia.

L’episodio risale al pomeriggio di sabato 20 giugno 2026: come riportato da ‘Il Piccolo’, una donna che frequenta abitualmente il Pedoncin ed è autorizzata a ‘sconfinare’ nella zona dove si trova il marito per accompagnare in bagno il figlio disabile, si è accorta che dall’altra parte del muro c’era una coppia e ha invitato la ragazza a spostarsi, in nome della secolare tradizione della spiaggia.

I due avrebbero preso male l’invito della donna e sarebbero volati anche insulti. Stando a quanto riportato da ‘Ansa’, la coppia avrebbe detto: “Vivete nel Medioevo. La vostra città non è italiana, ma una città di buzzurri sessisti che ancora divide la spiaggia tra uomini e donne, questa è una discriminazione di genere, vergognatevi”.

La ragazza avrebbe poi continuato dicendo “se avete queste usanze, non siete italiani” bollando ancora la divisione come una pratica “medioevale“. Poco dopo la coppia avrebbe lasciato il Pedoncin, pretendendo la restituzione dei 2,40 euro che avevano pagato per entrare.

Come detto il Pedoncin esiste da più di cento anni con praticamente le stesse regole: un muro separa la zona di spiaggia riservata alle donne da quella degli uomini; nella parte femminile è consentito l’accesso ai bambini maschi fino all’età di 12 anni. In alcune occasioni, come la fine dell’estate a settembre, la porta che collega i due settori viene aperta per consentire alle famiglie di riunirsi.

La storia del lido Pedoncin a Trieste

Lo stabilimento La Lanterna, conosciuto e chiamato da tutti Pedoncin, si trova vicino al Molo Fratelli Bandiera di Trieste ed è praticamente l’ultima spiaggia d’Italia, e forse anche d’Europa, dove esiste una divisione per sessi: da una parte le donne, dall’altra gli uomini.

La sua storia inizia verso la fine dell’Ottocento quando Trieste era ancora sotto il dominio austriaco: al tempo si decise di edificare dei bagni in città per evitare alle famiglie di doversi allontanare troppo per andare in spiaggia.

Venne costruito il Pedoncin: nella maggior parte dei casi la sua inaugurazione viene indicata all’anno 1903 ma sono molti a sostenere che esistesse già molto prima. All’inizio la spiaggia era divisa da uno steccato che successivamente ha lasciato posto a un vero muro di mattoni.

Il muro originale durò fino al 1959 quando venne abbattuto per lasciare spazio a uno nuovo che portò a una modifica dello spazio della spiaggia: se prima era divisa a metà tra uomini e donne, da allora venne ampliata la zona delle donne perché erano le maggiori frequentatrici del lido e spesso accompagnate dalla prole.

Nonostante numerosi tentativi di chiudere il lido o di modificarlo, rendendolo libero a tutti, in più di un secolo il Pedoncin è riuscito sempre a resistere, anche e soprattutto grazie alla volontà dei triestini: quella spiaggia rappresenta un simbolo della città a cui i cittadini sono legati profondamente.

A opporsi, quando si è parlato di abbatterlo, sono state in primo luogo le donne: dietro quella barriera, infatti, è custodita la libertà di vivere la spiaggia a proprio piacimento e lontano da sguardi indiscreti. E come vuole la tradizione triestina, per incontrarsi basta darsi appuntamento alle boe.