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Dove vive Zerocalcare a Roma, la casa di Michele Rech a Rebibbia

Profondamente legato alla città che ha visto nascere la sua arte, Zerocalcare (alias Michele Rech) non ha intenzione di lasciare Roma: ecco dove abita

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Giulia Sbaffi

Giulia Sbaffi

Web content writer

Web content writer appassionata di belle storie e di viaggi, scrive da quando ne ha memoria. Curiosa per natura, le piace tenersi informata su ciò che accade intorno a lei.

Zerocalcare

Il suo vero nome probabilmente risulta sconosciuto ai più, ma la fama lo ha ormai travolto negli ultimi anni: stiamo parlando di Michele Rech, ben più noto con lo pseudonimo di Zerocalcare. Fumettista di grande talento, ha iniziato da ragazzino con le illustrazioni per riviste e locandine di eventi locali, per poi imboccare la strada giusta grazie ad alcune collaborazioni, che gli hanno permesso di farsi conoscere. Oggi è autore di numerosi albi molto amati dai fan del genere, ma è approdato anche in televisione con alcune serie animate che hanno riscosso grande successo. Scopriamo dove vive Zerocalcare.

Dove si trova la casa di Zerocalcare a Roma

Michele Rech (in arte Zerocalcare), uno dei fumettisti italiani più noti e apprezzati dal pubblico, è nato ad Arezzo da papà romano e mamma francese: la famiglia si trovava in Toscana per motivi di lavoro, ma vi è rimasta solo per poco tempo. La sua infanzia è trascorsa principalmente in Francia, dove è andato ad abitare assieme a sua madre, mentre da ragazzino è tornato in Italia, stabilendosi a Roma. Qui ha frequentato il Liceo Chateaubriand, dove ha iniziato a disegnare i primi fumetti con grande passione e talento. Il nome d’arte Zerocalcare, per i più curiosi, risale proprio alla sua giovinezza: lui stesso ha spiegato in numerose occasioni che, dovendo scegliere un nickname per partecipare ad una discussione online, ha inventato questo pseudonimo ascoltando la pubblicità di un anticalcare che passava in tv in quel momento.

Zerocalcare ha raggiunto la notorietà con i suoi albi a fumetto, ma anche con le più recenti serie tv animate che hanno riscosso grande successo. Prima tra tutti, “Strappare lungo i bordi”: uscita nel 2021 su Netflix, è diventata un vero e proprio caso televisivo e si è aggiudicata persino un Nastro d’Argento. In tutto questo, Michele Rech non ha mai abbandonato la sua “confort zone”. Nonostante la fama, ha scelto di restare nella città che più sente come la sua casa, anche se non è la stessa in cui è cresciuto. Zerocalcare, dunque, vive ancora oggi a Roma. Non si è allontanato nemmeno dal quartiere in cui ha trascorso praticamente tutta la sua vita – ad eccezione dell’infanzia passata in Francia.

La casa di Zerocalcare si trova a Rebibbia, nel quartiere di Ponte Mammolo: la zona, situata nella periferia nord-est della città, è conosciuta principalmente per il carcere che da essa prende il nome, e che segna simbolicamente la vita dei residenti. “La presenza del carcere è determinante. Di fatto, abiti e cresci in un quartiere che ruota intorno a un luogo che è l’emblema dell’attesa. L’attesa dei detenuti che scontano la loro pena e quella dei parenti e di tutte le persone che aspettano di parlare con loro o vederli affacciati alla finestra. Vivi con la loro presenza, spesso li incontri e in parte condividi questa condizione” – ha rivelato Michele Rech in un’intervista a “Repubblica”.

Il legame di Zerocalcare con Rebibbia e Roma

Sebbene sulla sua vita privata sia piuttosto riservato, tanto da non aver “disseminato” molti dettagli su quella che è la casa in cui vive, Zerocalcare non ha mai fatto mistero di essere molto legato a Roma, e in particolar modo al quartiere di Rebibbia. A celebrare il suo amore per la capitale, c’è un murale realizzato proprio dal fumettista: si tratta di una gigantesca opera di ben 40 metri quadri che, dal 2014, accoglie i viaggiatori all’uscita della metropolitana di Rebibbia. Ma fino a che punto arriva la relazione simbiotica tra Zerocalcare e la sua città?

È sempre a “Repubblica” che il fumettista ha raccontato: “A Roma mi sento sicuro e a mio agio nelle zone dove abitano le persone. Nelle zone centrali, per almeno un paio di decenni non ci ho messo piede perché ci sono solo turisti, non ci vive nessuno. […] Ho sempre amato e frequentato tutto l’asse Roma Est che va da Rebibbia alla Tiburtina, fino a Prenestina e Casilina, le grandi consolari intorno a cui la gente trova casa perché è più accessibile”. I suoi impegni, tuttavia, lo portano spesso fuori dalla capitale: “Non ce la faccio a stare troppe notti lontano, dopo un po’ devo tornare“.