Raro cavalluccio marino avvistato a Lipari: perché è speciale
Un raro cavalluccio marino dal muso lungo è stato avvistato a Lipari, segno della salute delle praterie di Posidonia e della biodiversità marina

Nelle acque dell’arcipelago eoliano è stata documentata la presenza di un raro cavalluccio marino dal muso lungo, un avvistamento avvenuto vicino a Lipari che permette di farsi una idea sulla qualità dell’ambiente sommerso e sul valore delle praterie marine per la biodiversità
Dove è stato avvistato il cavalluccio marino a Lipari
Alcuni esemplari di Hippocampus guttulatus sono stati individuati nelle acque delle Eolie, a breve distanza dalla costa liparese, e questo fa bene pensare alle condizioni favorevoli raggiunte in alcune aree dalla Posidonia oceanica, una pianta fondamentale per l’ecosistema del Mediterraneo.
Come riportato sul ‘Corriere della Sera’, Monica Blasi, biologa marina e presidente di Filicudi Wildlife Conservation, ha spiegato che il ritrovamento ha rappresentato un segnale utile per valutare la qualità dell’ecosistema locale, in quanto la sua presenza offre la possibilità di osservare gli effetti prodotti dalla tutela degli habitat costieri.
Le praterie di Posidonia costituiscono un ambiente ideale per numerose forme di vita, offrono riparo, aree adatte alla riproduzione e superfici alle quali diverse specie possono ancorarsi. Quando la vegetazione marina conserva una buona struttura, crea condizioni favorevoli anche per animali difficili da osservare, come il cavalluccio marino mediterraneo individuato nei pressi di Lipari.
Il recupero di questi ambienti rimane però esposto alle attività che si concentrano lungo le coste durante la stagione turistica, quali ad esempio le ancore lasciate cadere sui fondali, che possono strappare foglie e radici, mentre alcune forme di pesca esercitate senza controllo rischiano di alterare l’equilibrio delle aree più delicate.
Perché il cavalluccio dal muso lungo è raro
L’Hippocampus guttulatus si riconosce per il profilo allungato del muso e per i filamenti cutanei distribuiti sulla testa e lungo il dorso. Queste escrescenze formano una sorta di criniera e aiutano l’animale a confondersi con la vegetazione.
La colorazione può cambiare dal verde scuro al marrone e comprendere sfumature gialle, arancioni oppure rosse, spesso accompagnate da piccoli punti chiari.
A differenza di molti pesci, il cavalluccio marino non utilizza una pinna caudale per muoversi;possiede invece una coda prensile, con la quale si fissa alle alghe e alle piante sommerse per resistere alle correnti.
Frequenta soprattutto i fondali poco profondi, le zone rocciose e le aree ricoperte da Posidonia o da altre specie vegetali marine; può vivere anche nelle lagune, purché trovi un ambiente abbastanza riparato.
La rarità dell’avvistamento nelle Eolie ha rafforzato l’interesse verso la protezione dell’area. Blasi ha infatti dichiarato: “Da noi, visto che un’area marina non è ancora istituita, si può fare ben poco a livello di ordinanze locali, sebbene molte praterie siano all’interno di parchi archeologici sottomarini o in prossimità di aree interessate da ordinanze di caduta massi che potrebbero essere adottate per proteggere anche il mare”.
In attesa di misure specifiche, la biologa ha richiamato l’attenzione sui comportamenti individuali e sull’importanza di segnalare eventuali nuovi ritrovamenti: “Limitiamo l’ancoraggio sulla sabbia. E sulla Posidonia e teniamo un occhio vigile sulla sua presenza e su nuovi avvistamenti che potrebbero avvalorare l’ipotesi che questa specie iconica e così importante dal punto di vista conservazionistico si stia riprendendo”.
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