Pesce scorpione a Santa Caterina in Salento: i rischi
Pesce scorpione a Santa Caterina in Salento avvistato in acque basse: ecco quali sono i rischi in mare per bagnanti e sub e perché serve prudenza

Un esemplare di pesce scorpione è stato avvistato nelle acque basse del vecchio porticciolo di Santa Caterina, in Salento, tra le imbarcazioni ormeggiate e a breve distanza dalle zone frequentate dai bagnanti. La presenza della specie richiede prudenza perché, pur non essendo aggressiva, può provocare punture molto dolorose.
Che cos’è il pesce scorpione avvistato a Santa Caterina
Il pesce scorpione è una specie tropicale riconoscibile per l’aspetto appariscente, le pinne ampie e gli aculei velenosi. Tende a vivere vicino al fondale e predilige ambienti rocciosi, cavità sommerse e zone nelle quali può confondersi con l’ambiente marino. Proprio questa capacità di mimetizzarsi rende più delicata la convivenza con chi frequenta il mare, soprattutto quando l’animale si trova in acque basse o in aree molto battute durante la stagione estiva.
L’esemplare avvistato a Santa Caterina è stato segnalato dai sub del Diving Costa del Sud, che lo hanno filmato mentre si muoveva nelle acque del porticciolo della marina di Nardò.
Come si legge sul ‘Corriere della Sera’, il pesce è stato ripreso a pochi metri dalla riva, in un punto dove la presenza di bagnanti e subacquei rende necessaria una maggiore attenzione.
La specie, il cui nome scientifico è Pterois miles, è originaria dell’Oceano Indiano e del Mar Rosso la sua presenza nel Mediterraneo è stata registrata con maggiore frequenza dagli anni Novanta e, secondo gli esperti, la diffusione è stata favorita anche dall’aumento delle temperature marine.
Nel Salento, inoltre, un esemplare era già stato documentato lo scorso anno lungo la costa di Santa Caterina, nella zona di Tre Furneddhe. Gli esperti non hanno escluso che questo possa trattarsi dello stesso individuo già osservato in passato, poiché la specie ha un comportamento territoriale e può restare a lungo nella stessa area.
Cosa rischiano i bagnanti con il pesce scorpione
La presenza del pesce scorpione non deve creare allarme, ma impone una regola semplice: evitare qualsiasi contatto. L’animale non attacca l’uomo, però i suoi aculei sono collegati a ghiandole velenifere e possono causare punture molto dolorose.
Le tossine rilasciate dalle spine agiscono soprattutto a livello neuromuscolare e possono provocare dolore intenso e reazioni locali importanti; per questa ragione, il pesce non va toccato neppure se appare fermo, inerte o in difficoltà.
Il rischio per bagnanti, pescatori e sub resta contenuto quando si mantiene la distanza e si evita di avvicinare mani, piedi o attrezzature; la prudenza diventa ancora più importante sui fondali rocciosi, tra gli scogli o nelle insenature, dove l’animale può risultare poco visibile.
Chi dovesse riconoscerlo in mare dovrebbe limitarsi a osservarlo da lontano e segnalare l’avvistamento agli operatori competenti, senza tentare di spostarlo o provare a fotografarlo da distanza ravvicinata.
Oltre al tema della sicurezza, il pesce scorpione rappresenta un elemento di interesse per il monitoraggio dell’ecosistema marino. Nel Mediterraneo è considerato una specie aliena invasiva, perché non trova predatori naturali capaci di contenerne facilmente la diffusione. La sua presenza può quindi incidere sugli equilibri locali e per questo viene seguita con attenzione dagli studiosi e dagli operatori del mare.
POTREBBE INTERESSARTI
-
Quante sono le città italiane: chi ha perso lo status e chi entra
-
Le location in Italia di Positano con McConaughey e Zoe Saldana
-
Case al lago in Italia, dove costano di più (e di meno)
-
Il retroscena di William sul viaggio di Kate Middleton in Italia
-
Dove vivono Aldo, Giovanni e Giacomo: le case del trio comico
-
Il mistero dei versi stridenti a Roma è risolto: la scoperta
-
In Emilia arriva il patentino per i proprietari dei gatti
-
Dov'è il mare più pulito d'Italia: classifica ISPRA e SNPA 2026
-
Bagnante attaccato da uno squalo in Sardegna: "Cinque morsi"

