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Un pesce scorpione è stato avvistato sulla spiaggia di Montalbano

Un pesce scorpione è stato avvistato nelle acque al largo della spiaggia di Montalbano da un sub esperto che lo ha catturato per ulteriori analisi

Pubblicato:

Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

Avvistato pesce scorpione

Negli ultimi anni il Mediterraneo sta cambiando volto. Le temperature delle acque, sempre più elevate, e i collegamenti marittimi con altre aree del pianeta stanno favorendo l’arrivo di specie che fino a poco tempo fa erano considerate estranee ai nostri mari. È il caso del pesce scorpione, una delle specie aliene più osservate e monitorate dagli esperti. Proprio in questi ultimi giorni si è diffusa la notizia di un esemplare di pesce scorpione avvistato nelle acque della celebre spiaggia di Montalbano, nel Ragusano.

L’avvistamento del pesce scorpione sulla spiaggia di Montalbano

Nelle acque della provincia di Ragusa è stato individuato e catturato un esemplare di pesce scorpione occidentale, scientificamente noto come Pterois miles. Secondo quanto riporta ‘La Repubblica’, la scoperta è avvenuta al largo di Punta Secca, la località resa famosa dalla serie televisiva del Commissario Montalbano, a circa venti metri di profondità. A individuare l’animale è stato Federico Brugaletta, subacqueo di grande esperienza e collaboratore del Museo Civico di Storia Naturale di Comiso.

L’esemplare recuperato verrà ora sottoposto a una serie di analisi che potrebbero fornire informazioni sulla diffusione della specie nel Mediterraneo. La scoperta si inserisce all’interno di un progetto di Citizen Science promosso dal museo comisano, iniziativa che coinvolge pescatori, subacquei e cittadini nel monitoraggio delle specie presenti lungo la costa ragusana. Proprio grazie a queste collaborazioni è possibile individuare rapidamente nuovi arrivi e raccogliere dati utili per la ricerca scientifica.

L’avvistamento conferma, inoltre, come la Sicilia rappresenti una delle principali porte d’ingresso delle specie tropicali nel Mediterraneo. Le condizioni climatiche sempre più favorevoli e la sua posizione rendono infatti l’isola uno dei territori più interessati da questi fenomeni, anche se il pesce scorpione è ormai stato avvistato non solo nel Mediterraneo ma anche nell’Adriatico.

Pesce scorpione, diffusione e pericoli

Il pesce scorpione, conosciuto anche come pesce leone, è originario dell’Oceano Indiano e del Mar Rosso. Il suo aspetto è inconfondibile: lunghe pinne a ventaglio, colorazioni appariscenti e una serie di aculei che lo rendono uno degli animali più spettacolari presenti negli ambienti tropicali. Dietro questa bellezza si nasconde però un predatore estremamente efficiente e la sua straordinaria capacità di adattamento gli ha consentito di colonizzare rapidamente nuove aree, spesso a discapito delle specie locali. La presenza del pesce scorpione preoccupa soprattutto per l’impatto sugli ecosistemi.

Esiste poi un aspetto che riguarda direttamente l’uomo. Il pesce scorpione possiede diciotto spine velenose contenenti tossine che possono provocare dolore intenso, gonfiore, febbre, nausea e altri sintomi anche importanti. Pur non essendo aggressivo, tende a utilizzare queste difese quando si sente minacciato o viene toccato accidentalmente. Per questo motivo gli esperti raccomandano di non manipolare mai un esemplare e di segnalare immediatamente eventuali avvistamenti alle autorità competenti o ai centri di ricerca. Il contatto può causare conseguenze dolorose come dolore intenso e gonfiore, mentre per chi è allergico sono richieste cure mediche.

Quello registrato nel Ragusano non è un episodio isolato. Nel marzo 2026 un altro esemplare era stato individuato nelle acque di Aci Castello, in provincia di Catania, grazie alla collaborazione tra l’Area Marina Protetta Isole Ciclopi e l’Università di Catania. Nel 2025, invece, un pesce scorpione era stato nei pressi di Santa Caterina di Nardò, in Salento. Segnalazioni sono arrivate negli ultimi anni anche da Gallipoli, da diverse aree della Calabria e da altre zone della Sicilia. La specie è stata inoltre osservata con crescente frequenza in Grecia, Croazia, Turchia e Cipro.