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Sotto un pastificio a Gragnano spunta una necropoli preromana

Nella cittadina di Gragnano, durante i lavori di ampliamento di un pastificio, sono riemersi gli antichi resti di una necropoli preromana: la scoperta

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Giulia Sbaffi

Giulia Sbaffi

Web content writer

Web content writer appassionata di belle storie e di viaggi, scrive da quando ne ha memoria. Curiosa per natura, le piace tenersi informata su ciò che accade intorno a lei.

Resti archeologici

Decine di sepolture e quasi mille reperti tornati alla luce: una ricca scoperta archeologica ha impegnato gli esperti per ben due anni, da quando – a causa di alcuni lavori di ampliamento – sono stati rinvenuti i resti di una necropoli preromana al di sotto di un pastificio locale. È accaduto a Gragnano, una zona da sempre dedita alla produzione di pasta e, come emerge dai recenti ritrovamenti, sede di una fiorente comunità risalente a quasi 3mila anni fa. Ecco che cosa hanno scoperto gli archeologi.

L’incredibile ritrovamento archeologico a Gragnano

Grazie ad un importante lavoro di archeologia preventiva, siamo tornati in possesso di alcuni preziosissimi reperti databili alla prima metà del VI secolo a.C., rinvenuti a Gragnano. La cittadina, situata in provincia di Napoli, è particolarmente conosciuta per la sua tradizionale produzione di pasta, ma in passato è stata un fondamentale crocevia per quanto riguarda gli scambi commerciali nel Mediterraneo – o almeno così raccontano le testimonianze tornate alla luce negli ultimi due anni.

La scoperta è avvenuta durante i lavori di ampliamento degli stabilimenti del pastificio Garofalo, preceduti da un’accurata indagine da parte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli. Si sospettava, infatti, che nell’area in cui sorge lo stabilimento potessero nascondersi importanti reperti archeologici. La campagna di scavo, realizzata sul campo da Geomed, ha permesso di ritrovare una necropoli preromana ricca di manufatti in ottimo stato di conservazione, che offrono una visuale inedita sulla comunità locale, le sue tradizioni e suoi antichi commerci.

“Accogliere una scoperta di questa portata è per noi motivo di grande orgoglio e di profondo senso di responsabilità. La nostra storia è indissolubilmente legata a Gragnano: un territorio che da secoli custodisce un patrimonio unico di cultura, tradizione e capacità produttiva. […] La collaborazione con la Soprintendenza ha dimostrato come innovazione, sviluppo e tutela della memoria possano convivere, generando valore per tutta la comunità” – ha affermato l’amministratore delegato di Garofalo Massimo Menna, come riportato dal “Corriere della Sera”.

I reperti spuntati sotto un pastificio in Campania

Ma cosa hanno trovato gli archeologi? La necropoli riemersa al di sotto di un pastificio a Gragnano custodisce un vero e proprio tesoro, composto da 82 tombe preromane di uomini, donne e bambini con il loro corredo funerario. In totale, sono stati riportati alla luce quasi mille reperti, la maggior parte dei quali in eccellente stato di conservazione. Antiche anfore, coppe per il vino con incisioni in latino, argenti e bronzi di origine etrusca, ambre zoomorfe e persino alcuni scarabei egizi provenienti da Naukratis forniscono testimonianza di una civiltà aristocratica vissuta quasi 3mila anni fa.

Una delle scoperte più importanti riguarda il ritrovamento di alcune casse funerarie in tufo, all’interno delle quali sono riemersi dei materiali organici che, in altre condizioni, non sarebbero mai giunti integri ai nostri tempi. Gli archeologi hanno così potuto analizzare tessuti, oggetti in legno e cestini in fibre intrecciate, preziosi reperti che testimoniano non soltanto le pratiche funerarie dell’epoca, ma anche le comuni abitudini di vita della società preromana che ha popolato la zona di Gragnano.