Caro Prezzi in Puglia tra friselle e panzerotti: mossa Codacons
Caro prezzi in Puglia su tanti piatti della tradizione come le friselle, i panzerotti e gli spaghetti all'Assassina: l'intervento del Codacons

In Puglia si stanno riscontrando diversi rincari legati a piatti tipici della tradizione: non necessariamente numeri fuori scala, ma prezzi che comunque raccontano un cambio di fascia per prodotti che fino a pochi anni fa appartenevano a un immaginario certamente più popolare ed erano dunque meno costosi.
Caro prezzi in Puglia: aumentano friselle, panzerotti e Assassina
La fotografia di quanto sta accadendo in Puglia arriva da una ricognizione sui listini di locali come ristoranti sul mare, pizzerie, beach club e attività turistiche con maggiore affluenza: come riportato dal ‘Corriere della Sera’, ci sono molti piatti che hanno visto aumentare il loro prezzo.
Tra gli esempi più significativi troviamo quello della frisella, piatto povero simbolo dell’estate pugliese: a seconda del locale, da 3 euro può arrivare anche a costare 18 euro quando viene trasformata in un piatto più ricco, con polpo oppure altri condimenti. Nel caso delle friselle, si assiste a un cambiamento epocale che segna una netta distanza tra l’origine della specialità, legata alla cucina povera, e il suo nuovo posizionamento commerciale.
Meritano una considerazione anche gli spaghetti all’Assassina, specialità barese diventata una vera e propria calamita gastronomica: sia con la versione classica che con le varianti rivisitate, gourmet o di mare, l’Assassina è ormai entrata a far parte dei primi turistici, in una fascia di prezzo che va dai 18 ai 25 euro.
Parabola simile anche per i panzerotti, il cui successo ha travalicato i confini nazionali, conquistando New York: se restano una specialità da rosticceria costano mediamente 3,50 euro, ma quando diventano maxi o vengono serviti al tavolo, il prezzo lievita, arrivando anche a 11 euro a porzione.
La focaccia barese, poi, a seconda del formato e del contesto da pochi euro può costarne anche 9. Salgono ulteriormente i piatti di mare, con il crudo che può arrivare a costare 25 euro, la frittura mista o di paranza 21 euro, il polpo alla griglia 20 euro, il polpo in pignata o alla luciana 18 euro.
L’intervento del Codacons sui rincari
La questione legata all’aumento dei prezzi di friselle, panzerotti, Assassina e altri prodotti tipici della cucina pugliese e salentina è stato affrontato da Cristian Marchello, il responsabile del Codacons Lecce:
“C’è qualcosa di grottesco nell’aumento spropositato dei prezzi che si registra sui piatti della tradizione gastronomica – si legge sul ‘Corriere della Sera’ – si sta vendendo la povertà a peso d’oro”. Come sottolineato da Marchello, infatti, nella maggior parte dei casi si tratta di piatti che appartengono alla tradizione della “cucina povera” e per questo “dovrebbero restare accessibili a tutti”.
Per il responsabile del Codacons Lecce molti listini “nulla hanno a che vedere con il costo reale delle materie prime” ma sfrutterebbero “l’onda del turismo enogastronomico e la buona fede del visitatore in cerca di autenticità”.
La situazione genera un paradosso che riguarda tanto i turisti quanto i residenti: ai primi viene offerta un’esperienza distorta nel rapporto tra qualità e prezzo, mentre i secondo vedono allontanarsi dalla propria portata economica i piatti della tradizione. Per questo motivo Marchello ha invocato maggiore chiarezza e trasparenza, chiedendo “prezzi esposti, origine dei prodotti indicata e controlli sulle pratiche scorrette”.
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