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Perché l'acqua del lago di Garda è diventata dorata: cosa succede

In queste giornate le acque del lago di Garda si sono improvvisamente tinte di colore giallo dorato a causa della presenza dei pollini dei pini

Pubblicato:

Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

Lago di Garda

Negli ultimi giorni le immagini arrivate da diverse località del lago di Garda hanno sorpreso molte persone, soprattutto sui social. Dalle foto si vedono ampie chiazze giallo-dorato che hanno iniziato a comparire sulla superficie dell’acqua. Da Sirmione fino alla sponda veronese, passando per il basso lago, molti hanno notato questa colorazione particolare, tanto da far nascere rapidamente domande e timori. Sui social non sono mancate le ipotesi più disparate. C’è chi ha parlato di possibile inquinamento, chi ha pensato a una fioritura algale anomala e chi ha addirittura temuto per l’ecosistema del lago. La spiegazione, però, è molto meno allarmante di quanto si possa immaginare. Dietro quel colore dorato non si nasconde alcuna emergenza, ma un fenomeno del tutto naturale che riguarda le fioriture primaverili e il polline

L’acqua del Lago di Garda è diventata dorata: cosa succede

Le chiazze giallastre visibili sulla superficie del Lago di Garda (la foto è d’archivio) sono il risultato della massiccia dispersione di polline rilasciato dalle pinacee, in particolare dai pini marittimi presenti in diverse aree attorno al lago. Si legge su ‘Brescia Oggi’ che durante il periodo di fioritura, questi alberi rilasciano grandi quantità di polline finissimo dal caratteristico colore giallo-oro. Trasportato dal vento, questo materiale si deposita ovunque (strade, automobili, marciapiedi, terrazze…) e naturalmente anche sulle acque del Garda. In quest’ultimo caso, resta in superficie creando quelle macchie dorate che in questi giorni hanno attirato l’attenzione.

Il fenomeno è particolarmente evidente, poi, quando le condizioni meteo favoriscono l’accumulo. Assenza di pioggia, temperature elevate e venti consentono al polline di concentrarsi lungo le rive o nelle zone dove le correnti lo raccolgono. Episodi simili a questo, quindi, si verificano ogni anno, anche se non sempre con la stessa intensità. Lo scenario di questi giorni ha portato alcuni turisti a chiedersi se fosse sicuro fare il bagno o praticare sport in acqua. La risposta, quindi, è rassicurante dato che non si tratta di sostanze tossiche né di contaminanti.

Le spiegazioni degli esperti e il ruolo del clima

A chiarire definitivamente la situazione è stato Paolo Zanollo, referente locale del WWF Bergamo-Brescia, e sempre ‘Brescia Oggi’ ha ripreso le sue parole: “Non è inquinamento, né strane alghe: è polline di pini che si aggrega con eventuali fioriture algali superficiali. In questo periodo è normale, soprattutto dopo periodi di bel tempo: per chi soffre di allergie può essere fastidioso, ma per il lago è innocuo.” Una precisazione importante, perché libera il campo da altre interpretazioni emerse.

Lo stesso Zanollo ha quindi confermato come il fenomeno sia assolutamente normale in questo periodo dell’anno, ma risulta accentuato dalle condizioni climatiche recenti. Se da una parte il polline dorato non rappresenta un problema ecologico, dall’altra può essere letto come un indicatore dei cambiamenti climatici in atto. Il Lago di Garda, del resto, negli ultimi anni è stato protagonista di altri episodi legati alla pressione ambientale e ai cambi del clima.

Uno dei casi più discussi riguarda la diffusione della Trachemys scripta, specie invasiva di testuggine considerata tra le più problematiche al mondo. Introdotta inizialmente come animale domestico e poi spesso abbandonata nelle acque dolci, questa testuggine rappresenta una minaccia concreta per la fauna locale del lago, entrando in competizione con le specie autoctone. Un altro episodio che ha fatto discutere si è verificato nel settembre 2024, quando sciami di pappataci invasero diverse aree tra Lazise, Castelnuovo del Garda e Peschiera del Garda, arrivando perfino a creare disagi nei pressi di Gardaland. Le immagini di visitatori costretti a ripararsi fecero rapidamente il giro dei social.