Questo sito contribuisce all’audience di

Virgilio InItalia

Perché a Sabaudia è stata sospesa la Bandiera Blu 2026

A Sabaudia, una delle più famose località balneari del litorale laziale, è stata sospesa la Bandiera Blu 2026 per problemi relativi alla sicurezza

Pubblicato:

Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

Sabaudia Bandiera blu

A Sabaudia la Bandiera Blu 2026 non può più sventolare, almeno per ora. Dopo venticinque anni consecutivi, il riconoscimento assegnato dalla Foundation for Environmental Education (FEE) è stato sospeso a seguito di controlli sulle spiagge libere. Una decisione rara, che colpisce una delle località balneari più amate del Lazio e ha lasciato spazio a numerose discussioni e polemiche.

Bandiera Blu 2026, sospeso il riconoscimento per la spiaggia di Sabaudia

La Bandiera Blu è tra i marchi ambientali più riconoscibili per le località di mare. A conferirla è la Foundation for Environmental Education, conosciuta come FEE, che valuta ogni anno spiagge e approdi turistici sulla base di parametri precisi. Non conta soltanto la limpidezza dell’acqua, ma diverse caratteristiche come la gestione del territorio, la qualità dei servizi, la sicurezza dei bagnanti e la possibilità di fruire della spiaggia in modo adeguato. Per questo il riconoscimento è considerato come una certificazione  rispetto a determinati standard internazionali.

Per Sabaudia, la Bandiera Blu era diventata negli anni un elemento identitario, così come la Bandiera Verde. La città, affacciata sul Mar Tirreno, è conosciuta per il suo lungo arenile sabbioso, per le dune, per la vicinanza al Lago di Paola e per il legame con il Parco nazionale del Circeo. Il suo litorale conserva un’immagine più selvaggia rispetto ad altre località del Lazio. È sempre stata molto frequentata dai turisti e particolarmente amata dai romani, che la scelgono per la distanza relativamente breve da Roma e per essere meno congestionata rispetto ad altre zone.

Nel 2026, però, questo riconoscimento è stato sospeso. Secondo quanto riportato dal “Corriere della Sera”, la FEE Italia ha deciso di sospendere la Bandiera Blu dopo controlli effettuati sulle spiagge libere cittadine. La criticità emersa riguarda la sicurezza in mare, dato che nelle aree libere non sarebbe assicurata in modo adeguato l’assistenza ai bagnanti.

Il punto, dunque, non riguarda la qualità dell’acqua o il pregio ambientale del litorale, ma l’assenza, o comunque l’insufficienza, di un servizio di salvataggio conforme ai requisiti richiesti. I semplici avvisi esposti in spiaggia non sono considerati sufficienti. La vicenda si inserisce inoltre in un momento particolarmente sensibile per il litorale di Sabaudia. Nella zona, infatti, si sono verificati due annegamenti nel giro di poche ore nei giorni scorsi. Gli episodi hanno, quindi, inevitabilmente riacceso l’attenzione sulla sicurezza delle spiagge libere.

Gli altri problemi del litorale di Sabaudia

La sospensione della Bandiera Blu 2026 non arriva in un clima sereno. Da tempo, infatti, attorno al litorale di Sabaudia si accumulano proteste e segnalazioni legate alla progressiva riduzione o assenza dei servizi. In particolare, la discussione riguarda passerelle, accessibilità, stabilimenti, manutenzione e gestione complessiva.

Uno dei nodi più citati è quello sulle passerelle. A Sabaudia l’accesso alla spiaggia avviene spesso attraverso camminamenti che attraversano le dune e la macchia mediterranea. Sono strutture importanti, perché permettono di raggiungere il mare senza calpestare e danneggiare le dune e il loro ambiente fragile. Allo stesso tempo, sono fondamentali per anziani, famiglie con bambini, persone con difficoltà motorie. Quando le passerelle, però, non sono ben manutenute, risultano danneggiate e ciò rende difficile l’accesso al litorale.

C’è poi il tema dell’accessibilità per le persone con disabilità. Il Comune di Sabaudia, in una comunicazione, aveva richiamato l’attenzione sull’accessibilità, spiegando che gli operatori balneari devono garantire accessi adeguati alla spiaggia e al mare.