In Irpinia scoperta in una chiesa mummia di nobildonna dell'800
Durante alcuni lavori di ristrutturazione in una chiesa in Irpinia, gli archeologi hanno ritrovato i resti mummificati di una giovane nobildonna dell'800

Le spoglie di una giovane donna, in ottimo stato di conservazione, sono state recentemente rinvenute nei pressi dell’altare di una piccola chiesa in Irpinia, durante le operazioni di messa in sicurezza dell’edificio. Il ritrovamento dei resti umani mummificati ha subito messo in moto una lunga serie di interventi volti a preservare la loro integrità, i quali hanno coinvolto numerosi esperti. Si tratta di una scoperta eccezionale, e grazie all’impegno di coloro che stanno lavorando sulla sepoltura si è giunti rapidamente all’identificazione della giovane donna, deceduta in circostanze ancora da appurare. Ecco cosa sappiamo.
Il ritrovamento di una mummia in Irpinia
Durante i lavori per il miglioramento della sicurezza sismica, portati avanti nell’ambito di un progetto PNRR dalla Diocesi di Avellino, è avvenuta una scoperta sensazionale. All’interno della Chiesa dell’Immacolata, uno dei gioielli del piccolo borgo di Prata di Principato Ultra (prov. di Avellino), sono stati rinvenuti dei resti umani mummificati, individuati nei pressi della zona dell’altare. Il ritrovamento è stato subito segnalato alla Soprintendenza ABAP per le province di Salerno e Avellino, i cui esperti sono intervenuti per preservare le spoglie e scoprire a chi sono appartenute.
In un primo momento, i resti sono stati traslati in un luogo che potesse garantire le migliori condizioni ambientali per il mantenimento della loro integrità. Ad occuparsi del trasferimento sono state la storica dell’arte Paola Apuzza, l’architetto Annarita Graziato e le archeologhe Elena Russo e Anna Nenna, che hanno coordinato le operazioni. Vista l’importanza della scoperta e l’incredibile stato di conservazione della mummia, la Soprintendenza ha intrapreso un progetto di collaborazione con l’Eurac Research – Institute for Mummy Studies e con l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura. L’obiettivo è quello di studiare le spoglie e di realizzare un Conservation Soft Box (CSB) per la loro messa in sicurezza.
Le prime operazioni sono già state svolte: sotto il coordinamento del dottor Marco Samadelli, i restauratori della Pheliana s.r.l. e la dottoressa Rachele Ianniello della SABAP hanno effettuato un trattamento di disinfestazione e di ricondizionamento dell’umidità dei tessuti organici, analizzando contestualmente il contenuto d’acqua e la sua attività, come si legge nel comunicato stampa del Ministero della Cultura, che riporta anche le foto delle spoglie (credits©Diocesi Avellino/Eurac Research/M. Samadelli). Inoltre, sono attentamente monitorati i parametri termo-igrometrici sia all’interno del CSB che dell’ambiente in cui è ospitata la mummia.
Chi è la giovane nobildonna rinvenuta in una chiesa in Irpinia
Una delle prime sfide, a seguito del ritrovamento dei resti umani mummificati in Irpinia, è stata quella dell’identificazione delle spoglie. Fondamentale è risultato l’intervento della dottoressa Albina Moscariello, archeologa incaricata delle operazioni. Sulla base dell’epigrafe rinvenuta al lato della sepoltura, è risalita all’identità della mummia: si tratta della giovane Maria Macrina Grillo, morta il 22 aprile 1843 all’età di 26 anni. Un accurato lavoro di indagine ha portato a ricostruire la storia della nobildonna, sul cui decesso non sono ancora state rivelate ipotesi.
La defunta apparteneva “a una nobile e influente famiglia locale, una figura di alto rango sociale e religioso con una forma di consacrazione laica praticata in ambito familiare, caratterizzata da una vita di devozione, penitenza e carità, senza una clausura monastica formale” – riporta il comunicato stampa. È stato inoltre possibile mettersi in contatto con i parenti diretti della giovane nobildonna, che hanno fornito alcuni tasselli sulla sua storia. Le spoglie di Maria Macrina Grillo, una volta terminati i lavori presso la chiesa, verranno ricollocate nella zona absidale.
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