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Boom di 2 euro false: come riconoscere le monete vere

In Italia è stata trovata una zecca clandestina che produceva monete da 2 euro false: ecco i consigli utili su come riconoscere i pezzi contraffatti

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

A Prato è stata scoperta una zecca clandestina che ha riportato in auge la questione legata alla contraffazione, un fenomeno più diffuso di quanto si possa pensare. Oltre alle banconote, vengono messe in circolazione anche monete non autentiche e la preferita dai falsari è quella da 2 euro.

Boom di 2 euro false in Italia

L’organizzazione smantellata dagli investigatori a Prato era attiva proprio nella produzione di monete da 2 euro contraffatte di elevata qualità, distribuite a livello europeo e destinate soprattutto alle slot machine e alle sale bingo.

Le monete da 2 euro trovate sono caratterizzata da un’accuratezza tale da mettere in difficoltà persino i sistemi di rilevamento automatici della Banca Centrale Europea e della Zecca di Stato.

In attesa che finiscano le indagini della Procura, ancora in corso, vale la pensa sapere per quale motivo i falsari si concentrano sulle falsificazioni delle monete da 2 euro, preferendole ad altre.

Il taglio da 2 euro è quello con il valore nominale più alto tra le monete in circolazione nell’Unione Europea e cambia mano decine di volte al giorno, in qualsiasi transazione ordinaria, dai supermercati ai bar, passando per i parchimetri e i distributori automatici.

Il valore e la velocità con cui passano di mano in mano le rendono le monete preferite dalla criminalità specializzata nella contraffazione, mentre per quanto riguarda le banconote, le più contraffatte sono quelle da 50 euro.

Come riconoscere le monete da 2 euro false

Per distinguere le monete vere da quelle false, di base non servono strumenti da laboratorio, almeno per avere un primo riscontro sull’autenticità. Sia la Banca d’Italia che la Bce indicano una serie di caratteristiche verificabili da tutti per poter capire se una moneta è falsa, a partire dal bordo incisioni

Ogni Paese dell’Unione Europea, infatti, ha una propria iscrizione sul bordo della moneta: in quelle italiane si alternano in rilievo le stelle e la cifra “2”. Il tratto delle incisioni deve essere preciso, uniforme e leggibile: sulle monete contraffatte, spesso le incisioni sono assenti, incomplete o visibilmente irregolari, e rappresentano i punti dove la falsificazione tradisce più facilmente la sua origine.

Un altro elemento molto importante riguarda il peso: una moneta da 2 euro autentica pesa esattamente 8,5 grammi. Naturalmente questa caratteristica non può essere verificata a vista, ma tenendo in mano contemporaneamente sia una moneta vera che quella di cui si sospetta l’autenticità, può aiutare a individuarla.

Da tenere d’occhio anche le due facce: sia quella comune europea che quella nazionale devono presentare dettagli nitidi e profondi; nei falsi i rilievi tendono ad appiattirsi, i contorni sono meno definiti e il disegno risulta complessivamente quasi come fosse sfocato o impreciso.

Alla vista, la differenza tra il disco centrale dorato delle monete da 2 euro e l’anello esterno argentato deve essere netta e immediata: se le due zone si confondono cromaticamente oppure l’insieme appare troppo omogeneo, è molto probabile che la moneta sia falsa.

Esiste poi un test con la calamita che rappresenta il metodo più rapido per distinguere le monete vere da quelle false: la composizione a strati della moneta da 2 euro genera una lieve reattività magnetica, quindi avvicinando un magnete, quella autentica viene attratta debolmente senza restare incollata, mentre una moneta che non reagisce oppure aderisce con forza al magnete, può essere falsa e necessita di altre verifiche.