Lago di Sorapiss preso d'assalto: il nuovo trend 2026 e l'appello
Il lago di Sorapiss, specchio d'acqua noto per il suo color turchese, è preso d'assalto dai turisti e per questo è stato lanciato un nuovo appello

Il lago di Sorapiss è uno degli specchi d’acqua più fotografati delle Dolomiti ed è famoso per il suo colore turchese, quasi irreale. Ma proprio questa bellezza, diventata virale sui social, sta trasformando il lago in una delle mete più visitate e soggette all’overtourism. Da un angolo meraviglioso d’alta quota, raggiungibile solo a piedi, il Sorapiss è diventato una tappa quasi obbligata negli itinerari veloci tra Cortina, Tre Cime di Lavaredo, Cinque Torri, Lagazuoi e Lago di Braies.
Turisti prendono d’assalto il Lago Sorapiss: il nuovo trend 2026
Il Lago di Sorapiss si trova nel territorio di Cortina d’Ampezzo, in provincia di Belluno, a quota 1.925 metri circa, ai piedi del gruppo montuoso del Sorapiss. A pochi minuti dalle sue sponde sorge il Rifugio Vandelli, gestito dalla famiglia Pais Bianco. Noto anche come “il lago turchino”, il lago deve la sua fama all’acqua che assume una tonalità chiara, quasi glaciale, a causa dei sedimenti minerali. Il problema, però, è che la sua bellezza è diventata una calamita per un turismo spesso “cafone” o poco preparato alla montagna, con persone che affrontano in infradito i sentieri montuosi.
Secondo quanto riportato dal ‘Corriere delle Alpi’, inoltre, nell’estate del 2026 si sta consolidando la tendenza a vedere più luoghi iconici possibili in pochissimo tempo. La giornata tipo di molti visitatori non è più costruita intorno a un’escursione vissuta con calma, ma attorno a una sequenza di tappe da fotografare. La mattina alle Tre Cime, poi nel pomeriggio salita al Lago di Sorapiss e, infine, ripartenza verso Cinque Torri, Lagazuoi o Lago di Braies. Un turismo dove la priorità diventa portare a casa l’immagine per i social, quella condivisibile su Instagram o TikTok.
Emilio Pais Bianco, gestore del Rifugio Vandelli insieme alla famiglia, ha spiegato sempre al ‘Corriere delle Alpi’: “Quest’anno, nel mese di giugno appena concluso, abbiamo registrato un aumento dell’affluenza del 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.” Un dato che preoccupa perché arriva prima dei mesi più intensi dell’estate. Sono i mesi di luglio e agosto, tradizionalmente, a portare il picco delle presenze.
L’appello per tutelare il lago di Sorapiss e l’area circostante
Il Lago di Sorapiss è un patrimonio naturale e paesaggistico che merita di essere conosciuto, ma con le dovute precauzioni. Il ‘Corriere delle Alpi’ riporta parole molto chiare di Emilio Pais Bianco sul problema dei rifiuti e del degrado intorno al lago: “Ogni sera raccogliamo tantissime cartacce, bottiglie di vetro o di plastica abbandonate a terra. Non parliamo poi dei bisogni: dietro ogni cespuglio presente nei pressi del lago si trova di tutto e fa anche un certo senso.”
Negli ultimi anni, secondo Pais Bianco, qualcosa è migliorato grazie alla presenza delle guardie delle Regole d’Ampezzo, dei carabinieri forestali e degli operatori incaricati della tutela dell’area. Ora si attende anche il rafforzamento del presidio con la Polizia provinciale. La presenza di personale qualificato può aiutare, soprattutto nei giorni di maggiore afflusso, ma da sola non basta.
Per questo l’appello riguarda anche l’introduzione di un limite agli accessi. Sempre al Corriere delle Alpi, Pais Bianco ha dichiarato: “Con certi numeri (3 mila accessi al giorno) è impossibile tutelare la natura”. E ancora: “Sarebbe utile, come è stato fatto in altri posti, mettere dei tornelli per limitare l’accesso o quanto meno definire un numero chiuso.” Il riferimento è a modelli già applicati in altre località molto frequentate, come il Lago di Braies, dove in estate l’accesso è regolamentato tanto da essere considerato un modello da seguire.
Continua poi Emilio Pais Bianco sul futuro del lago: “Il lago e l’intera area, per mantenere le proprie caratteristiche, devono essere tutelati ogni giorno, perché se l’ondata di overtourism dovesse proseguire e crescere, ci accorgeremo degli effetti negativi solo quando sarà troppo tardi. Il rischio è quello di dover bloccare l’accesso a certe aree del lago.”
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