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Sotto Villa Celimontana c'è un edificio antichissimo: la scoperta

Sorprendente scoperta a Roma dove durante dei lavori a Villa Celimontana è stato ritrovato un antico edificio romano con mosaici e affreschi

Pubblicato:

Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

Un intervento, nato per mettere in sicurezza un antico muraglione a Roma, ha portato alla luce una scoperta eccezionale. Sotto Villa Celimontana, uno dei parchi più suggestivi del colle Celio, gli archeologi hanno individuato diversi ambienti decorati con mosaici e affreschi, rimasti nascosti per secoli. La funzione originaria del complesso non è ancora stata stabilita con certezza, ma ulteriori studi potrebbero aggiungere nuovi elementi alla conoscenza di questa parte della Roma antica.

L’edificio romano scoperto sotto Villa Celimontana

Villa Celimontana si trova sul colle Celio, a poca distanza dal Colosseo e dalle Terme di Caracalla. L’ingresso principale è in piazza della Navicella, accanto alla basilica di Santa Maria in Domnica. Oggi è un parco pubblico considerato tra i più belli di Roma e il suo territorio conserva testimonianze appartenenti a periodi storici molto diversi. L’attuale villa deriva dall’antico giardino della famiglia Mattei, realizzato negli ultimi decenni del Cinquecento.

Tra gli elementi più riconoscibili si trova ancora oggi l’obelisco egizio con iscrizioni attribuibili al faraone Ramses II, donato alla famiglia Mattei dal Senato romano nel 1582. Nel corso dell’Ottocento il parco venne modificato, mentre nel Novecento passò allo Stato e successivamente al Comune di Roma, che lo aprì al pubblico. L’area del Celio comunque era intensamente occupata in età romana imperiale e nei pressi della villa sorgevano la caserma della quinta coorte dei Vigiles e la Basilica Hilariana.

È proprio qui che è avvenuta una sorprendente scoperta, durante i lavori di consolidamento del muro che sostiene il pianoro dell’antica Villa Celimontana. L’intervento, finanziato nell’ambito dei progetti Pnrr di “Caput Mundi”, prevedeva inizialmente la messa in sicurezza della struttura. Durante la rimozione e l’alleggerimento del terreno, però, sono emerse costruzioni in laterizio appartenenti a un edificio risalente al II secolo d.C., successivamente modificate. Gli archeologi hanno individuato complessivamente otto ambienti. Cinque sono stati scavati interamente, mentre altri tre risultano ancora visibili soltanto in parte.

Uno dei ritrovamenti più significativi è il mosaico di una grande sala rettangolare. Al centro compare una decorazione marina con un delfino, un pesce, un’aragosta e un granchio disposti attorno a un grande recipiente a due anse. Sotto questo pavimento è stato individuato un mosaico più antico decorato con elementi vegetali e piccole figure animali. Una delle ipotesi al vaglio è che si trattasse di una domus romana, simile alle residenze  già documentate nella zona. Un’altra possibilità, considerata particolarmente interessante, è che il complesso fosse collegato alla vicina caserma della quinta coorte dei Vigiles, il corpo incaricato di spegnere gli incendi.

Le dichiarazioni degli esperti sulla scoperta sotto Villa Celimontana

La portata del ritrovamento è stata spiegata da Daniela Porro, soprintendente speciale di Roma. Come riportato da ‘Il Sole 24 Ore’, Porro ha dichiarato: “Questo qui è uno dei nostri 152 interventi PNRR della missione Caput mundi”. Ha poi aggiunto che i lavori per il consolidamento del muro dell’ex Villa Mattei hanno portato al ritrovamento eccezionale. Le parole della soprintendente evidenziano un aspetto centrale della scoperta: il cantiere non era stato avviato per cercare un nuovo edificio romano, ma per proteggere una struttura già conosciuta. I lavori sul muro, quindi, hanno trasformato un intervento di consolidamento in una vera indagine archeologica.

Simona Morretta, archeologa e responsabile scientifica dello scavo, ha sottolineato la qualità del complesso. Le sue parole sono state riportate sempre da ‘Il Sole 24 Ore’ ha spiegato: “Parliamo di un edificio del II secolo dopo Cristo che è stato rimaneggiato anche nel terzo secolo”. Ha poi precisato che il complesso era “sicuramente legato a una committenza importante vista la straordinaria qualità della decorazione”.

Questa osservazione non risolve ancora il dubbio sulla destinazione dell’edificio, ma aiuta a comprenderne il livello. I mosaici sovrapposti, i soffitti dipinti e i rivestimenti non appartenevano a un ambiente modesto. Potrebbero indicare una ricca residenza privata, ma non escludono necessariamente un edificio pubblico o militare dotato di spazi di rappresentanza. Attualmente, inoltre, le scoperte emerse portano ad affermare che l’edificio abbia attraversato trasformazioni e rifacimenti nel corso di almeno due secoli. Continuando gli studi, quindi, ogni strato può quindi aggiungere informazioni sulla destinazione degli spazi e sui loro proprietari.