Funes contro i turisti: sbarre anti selfie dopo i tornelli
Il comune di Funes, seguendo l'iniziativa privata dei tornelli che ha fatto tanto discutere, ha deciso di combattere l'overtourism con sbarre anti selfie

Sebbene i turisti rappresentino una preziosa fonte di sostentamento per l’economia di moltissimi piccoli borghi italiani, di recente la tendenza è quella di un turismo “mordi e fuggi” che vede i visitatori arrivare, scattare qualche foto e poi ripartire. È ciò che lamenta anche il sindaco di Funes, incantevole località di montagna situata all’ombra delle Dolomiti: contro il selfie selvaggio, arrivano ora delle misure che – sulla scia di alcune iniziative private già adottate negli scorsi anni – dovrebbero limitare l’affollamento turistico nei periodi di punta. Ecco di cosa si tratta.
I tornelli e le sbarre anti selfie a Funes
La Val di Funes è una delle località più iconiche delle Dolomiti: incastonata ai piedi delle montagne delle Odle, offre alcuni scorci che si possono tranquillamente definire da cartolina. Tanto che, ormai da diversi anni, i turisti di passaggio si fermano nei dintorni proprio con l’obiettivo di scattare qualche foto da pubblicare sui social, per poi proseguire verso altre mete. A volte – purtroppo sempre più spesso – i visitatori diventano invadenti: oltrepassano le proprietà private, fanno rumore e sporcano, mostrando ben poco rispetto per i residenti.
È per questo motivo che, già negli anni passati, sono state intraprese alcune iniziative private che hanno destato piuttosto scalpore. È il caso di Gerhard Runggatscher, proprietario del prato su cui sorge la deliziosa chiesetta di Ranui: nel 2022, è stato il primo ad installare un tornello all’ingresso del suo terreno, chiedendo ai turisti di pagare 4 euro per potervi accedere e scattare la tanto agognata foto. L’estate scorsa, la stessa misura è stata adottata anche dai proprietari dei terreni su cui sorge il sentiero che porta al Seceda, un punto panoramico molto apprezzato dai visitatori.
Adesso, l’iniziativa arriva dal comune di Funes: il piccolo borgo di montagna, situato in provincia di Bolzano, vuole introdurre delle “sbarre anti selfie” per contrastare il turismo di massa che, alla ricerca di qualche istantantea da pubblicare sul web, non porta alla comunità locale alcun vero guadagno. L’idea è quella di impedire l’accesso alla frazione di Santa Maddalena, una delle più instagrammate delle Dolomiti, limitando l’ingresso solamente ai residenti e a chi soggiorna negli alberghi della zona. Per tutti gli altri, bisogna solo aspettare un colpo di fortuna: l’accesso sarà possibile solamente fino ad esaurimento posti nel parcheggio in centro.
Le parole del sindaco di Funes
“Siamo stufi, abbiamo comitive di cinesi e giapponesi che invadono la valle, parcheggiano ovunque e si fermano giusto il tempo di fare un paio di foto. Non lasciano nulla se non i loro rifiuti” – ha affermato il sindaco Peter Pernthaler, come riportato dal “Corriere della Sera”. È così che prende vita l’idea di sbarrare le strade che conducono a Santa Maddalena. Il primo cittadino di Funes ha spiegato come funzionerà: “Non si tratta di un modello tipo Braies perché non ci sarà la prenotazione: quando il parcheggio in centro sarà pieno, allora autobus e macchine dovranno tornare indietro e parcheggiare più in basso”.
Naturalmente, vi sarà libero accesso per i residenti e i turisti che hanno prenotato un soggiorno negli alberghi della zona. L’iniziativa nasce dietro pressanti richieste: “I residenti non ne possono più e quindi abbiamo deciso di intervenire. A maggior ragione ci faremo trovare pronti: quest’anno non ci sarà l’invasione”. Per far fronte al problema dell’overtourism, il sindaco ha anche annunciato un potenziamento dei controlli e l’aumento delle tariffe del parcheggio del paese, che finora costava solamente 4 euro per l’intera giornata.
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