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Topolino torna a parlare in dialetto: le quattro versioni speciali

Topolino 3660 sarà disponibile in Emilia Romagna, Liguria, Calabria e Valle d Aosta in quattro versioni speciali dedicate ai dialetti locali

Pubblicato:

Valentina Alfarano

Valentina Alfarano

Editor & Coach Letterario

Lavorare con le storie è la mia missione! Specializzata in storytelling di viaggi, lavoro come editor di narrativa e coach di scrittura creativa.

Topolino 3660 in dialetto

In concomitanza con la Giornata nazionale dedicata ai dialetti e alle lingue locali, il settimanale Topolino ha lanciato un’uscita speciale pensata per valorizzare le parlate regionali. Il numero 3660 arriva in edicola anche in quattro edizioni alternative, ciascuna legata a una diversa area linguistica italiana, con una storia di Paperino adattata in bolognese, genovese, catanzarese e francoprovenzale valdostano.

Quali dialetti sono stati scelti per il nuovo Topolino

La nuova iniziativa ha riguardato il numero 3660 del settimanale, pubblicato in occasione della Giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali, che cade il 17 gennaio. In questa cornice, Panini Comics ha deciso di affiancare all’edizione in lingua italiana quattro versioni alternative della storia ‘Paperino lucidatore a domicilio’, affidata alla penna di Vito Stabile e ai disegni di Francesco D’Ippolito.

Le varianti linguistiche  di ‘Topolino’ interessano quattro aree diverse del Paese, e hanno portato dunque sulle pagine del fumetto il bolognese, il genovese, il catanzarese e il francoprovenzale valdostano.

Ogni versione è stata pensata per rappresentare un preciso territorio, un vero adattamento linguistico. A guidare questo processo è stato Riccardo Regis, professore ordinario di Linguistica italiana all’Università di Torino, che ha coordinato un gruppo di specialisti locali.

Daniele Vitali e Roberto Serra hanno lavorato sulla resa in bolognese, Stefano Lusito su quella genovese, Michele Cosentino sul catanzarese e Fabio Armand sul francoprovenzale valdostano, costruendo un lavoro corale che ha tenuto insieme rigore scientifico e fruibilità narrativa.

Come riportato su ‘Ansa’ Alex Bertani, direttore editoriale di ‘Topolino’, ha spiegato che “L’iniziativa è diventata un esempio concreto e paradigmatico di come a volte il fumetto e la cultura pop in genere, col loro linguaggio diretto e immediato e la loro facilità di dialogare coi giovani, possano diventare importanti vettori di trasmissione del nostro patrimonio culturale”.

Il progetto si è inserito in una continuità editoriale già avviata negli anni precedenti, quando altre storie erano state tradotte in differenti dialetti italiani, registrando una forte risposta del pubblico. Anche questa volta, la scelta di unire fumetto e linguistica ha trasformato un prodotto editoriale in un laboratorio di valorizzazione culturale, capace di parlare sia agli appassionati di Disney sia a chi guarda alle lingue locali come patrimonio da preservare.

Dove trovare le edizioni speciali in dialetto

Le quattro edizioni speciali non sono state distribuite in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Le copie con la storia in dialetto sono destinate esclusivamente alle edicole delle rispettive aree linguistiche, quindi in Emilia-Romagna, Liguria, Calabria e Valle d’Aosta, mentre nel resto d’Italia arriva soltanto la versione in italiano.

Per chi non si trova nelle regioni coinvolte, tuttavia, è stata prevista una modalità alternativa di acquisto: le quattro versioni in dialetto sono infatti rese disponibili anche nelle fumetterie, sul sito ufficiale Panini.it e attraverso il servizio Primaedicola.it, che consente di ordinare il proprio numero tramite l’edicolante di fiducia fino a esaurimento delle scorte.

In questo modo, collezionisti e lettori curiosi possono accedere alle edizioni regionali anche a distanza, trasformandole in oggetti ricercati oltre i confini geografici.

Il numero 3660 è  inoltre impreziosito da una cover speciale firmata da Andrea Freccero, che ha contribuito a dare unità visiva al progetto. L’operazione inserisce le lingue regionali all’interno di una distribuzione nazionale e mostra come il fumetto possa affiancare al racconto un lavoro di attenzione verso i diversi dialetti del Paese, senza modificarne il formato o il pubblico di riferimento.