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Perché il 2026 sarà l'anno del Lambrusco (secondo Bloomberg)

Secondo un articolo di Bloomberg il 2026 sarà l'anno del vino Lambrusco, un prodotto in grado di superare gli stereotipi ed emergere come eccellenza

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Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

Il 2026 sarà l'anno del Lambrusco

Per molto tempo il Lambrusco è stato un vino in parte vittima di alcuni stereotipi. È considerato da molti semplice, popolare e spesso ritenuto un vino economico. Negli ultimi anni, però, qualcosa è cambiato. Il Lambrusco ha iniziato una costante rivalutazione, fino a diventare oggi uno dei vini italiani più interessanti e richiesti. Così secondo Bloomberg, il 2026 potrebbe essere proprio l’anno del Lambrusco.

Perché secondo Bloomberg sarà l’anno del Lambrusco

Nato in Emilia-Romagna, il Lambrusco è un vino frizzante e conviviale molto legato al territorio. Nelle sue analisi sulle tendenze vinicole globali, Bloomberg individua nel 2026 un ruolo importante nel vino Lambrusco che sembra sempre più apprezzato anche fuori dall’Italia. Il cambiamento climatico, innanzitutto, sta cambiando l’offerta enologica e il 2026 potrebbe essere tra i quattro anni più caldi mai registrati.

Si preannuncia, infatti, un aumento di eventi estremi come ondate di calore, siccità, alluvioni che potrebbero mettere sotto pressione le produzioni del vino. A questo si aggiunge anche la situazione instabile dei mercati e le incertezze date, ad esempio, dai dazi introdotti da Donald Trump che preoccupano l’export. In questo scenario, il Lambrusco, coltivato tradizionalmente in Emilia-Romagna, sembra saper rispondere bene. Bloomberg inserisce così il Lambrusco secco tra le produzioni destinate a crescere, insieme ai crémant francesi, ai sekt tedeschi e alle bollicine inglesi.

Il dato interessante è che non si parla più di Lambrusco come alternativa economica, ma come scelta consapevole. Un vino scelto perché si presta bene quando abbinato ad alcuni piatti. A rafforzare questa percezione contribuisce anche il riconoscimento istituzionale. Nella Guida Vini d’Italia 2026, diverse etichette di Lambrusco hanno ottenuto i Tre Bicchieri, massimo riconoscimento della critica enologica italiana. Non solo. Il Lambrusco è stato protagonista anche nella nuova WineHunter Platinum Award, presentata in occasione della 34ª edizione del Merano WineFestival.

Le nuove preferenze del vino globale: cosa raccontano i dati Bloomberg

Il successo annunciato del Lambrusco si inserisce in un quadro più ampio di trasformazione dei consumi, ben delineato da Bloomberg. Innanzitutto, le bollicine resistono meglio alla crisi del vino. Se le vendite di vino tradizionale calano in mercati chiave come Stati Uniti, Regno Unito e Francia, gli spumanti mostrano una maggiore tenuta. Lo Champagne, invece, registra una flessione, mentre le altre bollicine crescono: il Prosecco, per esempio, ha segnato un +12% nell’ultimo anno.

Il motivo è generazionale. Secondo un rapporto del Wine Market Council, citato sempre da Bloomberg, millennial e Gen Z amano consumare spumante. Per loro, il vino frizzante non è più riservato solo alle celebrazioni: è un vino da bere anche durante una cena, magari thai o cinese, un aperitivo o una serata informale.

Bloomberg sottolinea anche come i giovani consumatori siano attratti da produttori piccoli e percepiti come autentici, più che dai grandi marchi globali. Un altro trend chiave è l’attenzione all’ambiente. Vengono molto apprezzate le cantine che investono sempre più in agricoltura rigenerativa, riduzione dei prodotti chimici e sostenibilità ambientale.

Bloomberg evidenzia, inoltre, la crescita dei vini a bassa gradazione, dei no-alcohol wines ma anche l’uso delle nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale applicata al settore enologico. Infine, c’è il fattore culturale. Il vino è sempre più presente nella cultura popolare, nel cinema e nelle serie TV, come Emily in Paris.