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"Non venite a Milano": la video denuncia di un italo-cinese

La video denuncia di un italo-cinese: il racconto social dell'odissea per il suo arrivo a Milano, dalla fila all'aeroporto allo sciopero dei mezzi

Pubblicato:

Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Turisti a Milano

Un video pubblicato da un italo-cinese su Instagram è diventato un vero e proprio caso: mostra i disagi affrontati durante il suo arrivo a Milano, una sorta di lunga odissea all’aeroporto di Malpensa tra la fila per i passaporti, la ricerca dei bagagli e l’attesa per un autobus nel giorno dello sciopero generale.

La denuncia di un italo-cinese: “Non venite a Milano”

Il video in questione è stato postato da Liu Mario, italo-cinese che vive a Milano da 18 anni: nel giro di poche ore ha sfondato il muro delle 100.000 visualizzazioni, ma il numero è in continua crescita.

“Mamma mia, non venite a Milano! Figurati per le Olimpiadi –  esclamato Liu Mario nel video – il mio volo è arrivato a Malpensa alle 7.22, alle 7.40 ho già iniziato a fare la fila per passare il controllo dogana, è stata la fila più lunga della mia vita. Solo tre sportelli erano aperti per quasi duemila persone. Dopo due ore non sapevo dove iniziava e dove finiva la fila”.

Il racconto è poi proseguito così: “Quando sono arrivato allo sportello erano già passate tre ore. In queste tre ore faceva caldo, non si poteva andare in bagno e non c’era niente da mangiare e da bere. I maleducati alla fine non hanno più fatto la fila. Dopo tre ore non sai più da quale nastro sia uscito il tuo bagaglio e devi girare tutta la sala per cercarlo. Prima di uscire la dogana mi ha fermato per controllare il bagaglio e fuori dall’aeroporto bisogna fare un’ora di fila per prendere il pullman per via dello sciopero generale. Questa è l’esperienza di turismo, cinque ore per arrivare a Milano. I turisti che erano in fila avranno deciso di non tornare più”.

In coda al video, Liu Mario ha raccontato di vivere da tanto tempo nel Capoluogo lombardo, augurandosi che i tanti visitatori in arrivo per i Giochi Olimpici Invernali non debbano affrontare problemi: “Sono diciotto anni che vivo a Milano e spero sempre che la città diventi migliore. Tra venti giorni ci sono le Olimpiadi Invernali, spero che tutti i turisti che verranno a Milano si trovino bene”.

Le reazioni all’odissea di Liu Mario

Come riportato dal ‘Corriere della Sera’, a Liu Marino è arrivata la risposta della società di gestione dello scalo lombardo che tuttavia non ha competenza sui controlli di frontiera:

“Siamo dispiaciuti per il disagio che la situazione le ha provocato. Dal 12 ottobre è attivo il nuovo Entry/Exit System (EES), un sistema introdotto dall’Unione Europea e obbligatorio in tutti gli aeroporti dei Paesi Schengen, che prevede una procedura più lunga e complessa per i passeggeri in arrivo da zone extra-Schengen. La polizia di frontiera sta facendo fronte a questo cambio di normativa senza che gli organici siano stati rafforzati”.

Della vicenda ha parlato anche l’eurodeputato Pierfrancesco Maran, chiamando in causa il Ministro dell’Interno Piantedosi: “Le code all’aeroporto di Malpensa per il controllo passaporti sono estremamente lunghe e impiegano diverse ore nei momenti di picco. Una situazione che crea gravi disagi ai passeggeri e problemi reputazionali a Milano e alla Lombardia, che si accingono a ospitare le Olimpiadi, nonché allo stesso scalo di Malpensa, che però non ne è responsabile. La questione riguarda lo scarso numero di personale delle forze dell’ordine impiegato nei controlli di frontiera e questa è una responsabilità che attiene al 100% al ministro Piantedosi.

E ancora: “La domanda quindi è chiara, quando lo scalo sarà dotato di personale adeguato affinché le code ai controlli dei passaporti siano ragionevoli? È uno dei contributi che ci si aspetta dallo Stato italiano per il buon esito delle Olimpiadi, ma serve anche all’efficienza di un sistema, quello milanese e lombardo, che ha nelle relazioni col mondo un suo punto di forza”.