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Dove viveva Francesco Guccini: Pavana e i suoi luoghi del cuore

I luoghi del cuore di Francesco Guccini: da Pavana, il borgo di montagna dove era tornato a vivere, alle tante città citate nelle sue canzoni

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Francesco Guccini

L’Italia dice addio a Francesco Guccini, uno dei più grandi cantautori di sempre: l’autore di canzoni che hanno scritto pagine indelebili nella storia della musica italiana è scomparso all’età di 86 a Pavana, il suo adorato borgo appenninico tra la Toscana e l’Emilia Romagna.

Dove viveva Francesco Guccini: l’amore per il borgo di Pavana

Proprio a Pavana, Guccini era tornato a vivere nella casa dove era cresciuto da bambino, “fra i saggi ignoranti di montagna che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia”, per citare il verso di una delle sue canzoni, ‘Addio’.

A Pavana, frazione di Sambuca Pistoiese, Guccini ha trascorso gli anni della sua infanzia: al borgo è dedicato il suo primo romanzo ‘Cròniche epafàniche’ e in generale nei testi di tante sue canzoni si ritrovano riferimenti all’ambientazione montanara, di cui si è sempre dichiarato molto fiero.

In un’intervista rilasciata al ‘Corriere della Sera’ nel 2025, Guccini aveva parlato a lungo di Pavana e del forte legame con la sua terra d’origine, soffermandosi su come sia cambiato il borgo nel corso degli anni e dei pochi abitanti ormai rimasti:

“Raccontare cos’è diventata la vita qui è un discorso molto vasto, quasi quanto il comune di Sambuca Pistoiese che si estende per 77 chilometri quadrati ed circondato da tre fiumi – aveva spiegato il cantautore – se pensate che nel 1911 ci vivevano 7.000 persone, e che oggi sono appena 1.400. Si è svuotato quasi tutto, è rimasto molto poco”.

Prima ogni piccola frazione aveva la sua scuola, ora ne è rimasta solo una, a Pavana, elementare e media insieme. Ma stanno pensando di chiudere anche quella, non ci sono più bambini. Gli unici rimasti sono i figli degli Elfi, gli hippy. Perché ho deciso di tornare? Mio padre era pavanese dai tempi in cui era ancora provincia di Firenze. Ci sono tornato per tanti motivi legati alle radici e ai sentimenti. Per l’infanzia soprattutto”.

I luoghi del cuore di Francesco Guccini

Oltre a Pavana, sono diversi i luoghi che hanno contrassegnato la vita e la carriera di Francesco Guccini. Da adolescente ha vissuto a Modena, dove il padre lavorava come impiegato alle Poste: nella città emiliana ha frequentato la scuola dell’obbligo e l’Istituto magistrale Carlo Sigonio scuola che, ironia della sorte, era stata frequentata anche da un altro grande mito della musica italiana: il tenore Luciano Pavarotti.

Dopo una breve parentesi come istitutore in un collegio di Pesaro, Guccini lavorò come cronista per due anni alla Gazzetta di Modena: esperienza che gli diede anche l’occasione di intervistare Domenico Modugno, reduce da due vittorie consecutive al Festival di Sanremo. Proprio l’incontro con il cantante pugliese lo spingerà a scrivere la sua prima canzone da cantautore, ‘L’antisociale’.

Il passo successivo, dopo Modena, portò Guccini a Bologna, dove visse in via Massarenti; anche il Capoluogo emiliano ha trovato risalto nei testi delle sue canzoni, basti pensare a via Paolo Fabbri 43, resa immortale dall’omonimo album del 1976, alla storica cantina ‘L’Osteria delle Dame’ e ‘L’Osteria Da Vito’, mitico locale nel quartiere Cirenaica dove lui e altri artisti si sono ritrovati per anni tra un bicchiere di vino e canti popolari.

Bologna è anche il titolo di una canzone dell’album ‘Metropolis’ del 1981, dove troviamo anche altri brani dedicati a città come ‘Venezia’, e ‘Milano (poveri bimbi di)’. Di Genova, invece, ha parlato in ‘Piazza Alimonda’, canzone in cui racconta la città e parla anche del G8 del 2001, quando nella stessa piazza morì il giovane manifestante Carlo Giuliani.