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World Pasta Day 2026, quanti milioni di tonnellate ne produciamo

World Pasta Day 2026, l'Italia guida la produzione mondiale di pasta con numeri da record che raccontano il peso di un simbolo della nostra tradizione

3 min di lettura

Valentina Alfarano

Valentina Alfarano

Editor & Coach Letterario

Lavorare con le storie è la mia missione! Specializzata in storytelling di viaggi, lavoro come editor di narrativa e coach di scrittura creativa.

World Pasta Day, il primato italiano

La pasta continua a occupare un posto centrale nella cultura gastronomica italiana e nell’economia nazionale e in occasione del World Pasta Day 2026, in programma il 25 ottobre, sono stati presentati nuovi dati sulla produzione di pasta in Italia, che confermano il ruolo del nostro Paese nel mercato internazionale e raccontano quanto questo alimento sia radicato nelle abitudini quotidiane.

Quanta pasta produce l’Italia

L’Italia mantiene il primo posto nella classifica dei produttori mondiali di pasta. Secondo i dati presentati a Roma in vista della Giornata Mondiale della Pasta e riportati dall’ANSA, nel 2025 la produzione nazionale ha raggiunto quasi 4,2 milioni di tonnellate, con un incremento dello 0,8% rispetto all’anno precedente.

Un risultato che assume particolare rilievo se confrontato con il resto del mondo, dove la produzione complessiva si attesta a 17,3 milioni di tonnellate, dove circa un quarto della pasta prodotta a livello globale proviene dunque dagli stabilimenti italiani, che conservano un vantaggio significativo sugli altri Paesi.

La Turchia occupa la seconda posizione con 2,04 milioni di tonnellate, seguita dagli Stati Uniti, che raggiungono i 2 milioni. Più distanziato l’Egitto, con una produzione di 1,5 milioni di tonnellate. La distanza tra l’Italia e gli altri produttori emerge anche dai dati relativi alle vendite internazionali.

Nel corso del 2025, infatti, le esportazioni di pasta italiana hanno raggiunto 2.456.940 tonnellate, per un valore economico di circa 4 miliardi di euro; al nostro Paese fa capo il 48,3% del commercio mondiale del settore, mentre la pasta rappresenta il 5,4% dell’intero export agroalimentare nazionale.

Anche i primi sei mesi del 2026 mostrano un andamento positivo, con una crescita delle esportazioni del 2,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il peso economico del comparto emerge inoltre dallo studio realizzato da TEHA Group per Unione Italiana Food, secondo cui la filiera estesa della pasta ha generato nel 2025 un fatturato di 13,5 miliardi di euro, con un valore aggiunto di 3 miliardi.

In occasione della 28ª edizione del World Pasta Day, promosso da Unione Italiana Food e International Pasta Organisation, i produttori italiani hanno presentato anche un manifesto articolato in dieci punti: il documento individua tra le priorità il rafforzamento della filiera, lo sviluppo dei mercati esteri e maggiori investimenti nella ricerca e nelle nuove generazioni.

Perché la pasta è così amata dagli italiani

Il primato italiano riguarda anche i consumi; secondo i dati ogni abitante mangia mediamente 23,1 chili di pasta all’anno, una quantità che colloca l’Italia davanti a tutti gli altri Paesi.

La diffusione della pasta sulle tavole italiane trova riscontro anche in un’indagine di AstraRicerche presentata per la ricorrenza, dal cui studio emerge che per circa nove italiani su dieci la sua assenza rappresenterebbe una perdita significativa per la cultura alimentare del Paese, a conferma di un legame che coinvolge le tradizioni familiari e il senso di appartenenza.

Per il 76,2% degli intervistati la pasta richiama sensazioni piacevoli e ricordi emotivi, mentre l’85,2% la riconosce come una delle espressioni dell’eccellenza italiana. Il suo ruolo nella spesa quotidiana emerge da un altro dato, poiché il 43,4% degli italiani la considera un alimento accessibile anche in un periodo caratterizzato dall’aumento dei prezzi.

La dimensione sociale del consumo è altrettanto significativa. Secondo lo studio di TEHA Group, più di otto italiani su dieci attribuiscono importanza alla condivisione dei pasti; tra i giovani, il 68,6% dichiara di aver mangiato pasta fuori dagli orari consueti nell’ultimo anno, soprattutto in situazioni legate alla convivialità.

Proprio questa capacità di accompagnare momenti condivisi sarà al centro delle iniziative del 25 ottobre 2026, quando la Giornata Mondiale della Pasta verrà celebrata attraverso eventi e una maratona sui social. Appassionati di cucina, chef e creatori di contenuti saranno invitati a pubblicare le proprie preparazioni con l’hashtag #WorldPastaDay.