Cipriani: "L'Unesco tolga il Patrimonio dell'Umanità a Venezia"
Arrigo Cipriani ha dichiarato in un'intervista che l’Unesco "dovrebbe toglierle il bollino di Patrimonio Mondiale dell’umanità" alla città di Venezia

Arrigo Cipriani torna a parlare della sua Venezia e lo fa con parole destinate a provocare reazioni. Il patron dell’Harry’s Bar, profondamente legato alla città, ha dichiarato che bisognerebbe togliere il titolo di “Patrimonio dell’Umanità a Venezia“. Dietro la provocazione, tuttavia, si nasconde una riflessione più ampia sullo spopolamento, sul turismo di massa e sulla progressiva perdita della vita quotidiana veneziana.
Arrigo Cipriani e le sue parole su Venezia
Intervistato da Gian Antonio Stella per il ‘Corriere della Sera’, Arrigo Cipriani ha sostenuto che l’Unesco “dovrebbe toglierle il bollino di Patrimonio Mondiale dell’umanità”. Una posizione volutamente estrema, pronunciata non per negare il valore storico e artistico di Venezia, ma per attirare l’attenzione sulle condizioni in cui versa la città. Secondo l’imprenditore, un gesto così clamoroso costringerebbe istituzioni e opinione pubblica a confrontarsi con problemi ormai impossibili da ignorare.
Cipriani, 94 anni, è uno dei nomi più conosciuti a Venezia. La sua storia è legata a quella dell’Harry’s Bar, aperto il 13 maggio 1931 dal padre Giuseppe Cipriani, a pochi passi da Piazza San Marco. Il locale è diventato nel tempo un simbolo internazionale della città e il luogo nel quale è nato il cocktail Bellini. È proprio partendo dai ricordi della Venezia della sua infanzia che Cipriani descrive il cambiamento avvenuto nel centro storico. La città che ricorda era composta da botteghe, panifici, macellerie e piccole attività. Oggi molte di quelle attività sono scomparse, per lasciare spazio ad attività rivolte ai turisti.
Il problema centrale, nella sua analisi, non è la presenza dei turisti in sé. La questione riguarda piuttosto lo squilibrio tra la città visitata e quella abitata. La crescita delle locazioni brevi, il costo degli alloggi e la trasformazione delle attività commerciali rendono sempre più difficile vivere e lavorare stabilmente tra calli e canali. “Togli i veneziani a Venezia ed è morta”, ha affermato Cipriani nell’intervista. Negli ultimi anni sono scomparsi sempre più residenti, famiglie, bambini e servizi essenziali.
Venezia e la sua laguna sono iscritte nella Lista del Patrimonio Mondiale dal 1987. L’Unesco continua a monitorare le pressioni esercitate dal turismo di massa, dai cambiamenti climatici e dagli interventi che potrebbero alterare il valore del sito. Da un paio d’anni l’accesso alla città è soggetto a un ticket d’ingresso, ma pare servano nuove misure per gestire i flussi e tutelare la permanenza della popolazione locale.
Turismo, prezzi, ticket e gli altri problemi denunciati da Cipriani
Tra i temi affrontati da Cipriani figura proprio quello del ticket d’accesso, la misura applicata ai visitatori giornalieri in determinate date. Nel 2026 il contributo d’accesso a Venezia è stato attivo dal 3 aprile al 26 luglio per 60 giornate non consecutive. Il costo era di cinque euro per chi pagava con sufficiente anticipo e di dieci euro per le prenotazioni effettuate nei tre giorni precedenti l’arrivo. Come riportato sempre dal ‘Corriere’, Cipriani ha liquidato il ticket con un netto “Per carità!”, giudicandolo incapace di contrastare realmente il turismo di massa.
Per Cipriani la città si sta spopolando dai veri veneziani, gli asili e le scuole chiudono, ci sono sempre più anziani e meno giovani. Secondo l’imprenditore, quindi, la città dovrebbe recuperare la propria funzione residenziale. Nel dibattito rientra anche la qualità dei negozi e dei ristoranti. Venezia presenta ormai pochi ristoranti e attività storiche e molti negozi di souvenir e locali costruiti soprattutto per intercettare i turisti. È di questi giorni la notizia di alcuni sequestri in un bar di Venezia dove alcune bottiglie avevano i sigilli manomessi. Il sospetto è che contenitori originali di marchi noti fossero stati riempiti con prodotti meno costosi e poi utilizzati per preparare spritz venduti a basso prezzo.
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